Veneto

A Venezia sono sbarcati i cacciatori di borseggiatori ed è subito rissa. Intanto i video fanno migliaia di visualizzazioni

Un gruppo di youtuber, guidato dal 45enne filippino Mervin D. Hunter e affiancato dai videomaker inglesi noti come Dje Media, sta creando grande scompiglio nel centro storico di Venezia.

I tre sono entrati in azione nei punti più critici della città — Piazzale Roma, pontili affollati, calli, campi con molti turisti — riprendendo presunti borseggiatori, dando l’allarme al pubblico e sporcandoli con spray rosso o bagnandoli con pistole ad acqua, mentre urlavano la parola “pickpocket”.

I nostri articoli saranno sempre gratuiti se abbiamo il vostro sostegno.


Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.

CF: 94073040274


Scopri come fare

Il video che vi proponiamo qui sotto è dalla pagina youtube del gruppo ( che si apre con un poco rassicurante titolo “Venezia è pericolosa”) ma i filmati degli interventi sono state caricati su tutte le piattaforme social e stanno registrando migliaia di visualizzazioni in poche ore.

Un video dell’azione vicino all’imbarcadero di San Basilio ha superato le 16 mila visualizzazioni e ha scatenato una valanga di commenti, alcuni dei quali invocano interventi simili da parte dei cittadini stessi per difendersi dai ladri (che ultimamente reagiscono pure in maniera violenta se “disturbati al lavoro”).

Il modus operandi è ripetitivo: gli youtuber attendono in luoghi affollati, individuano chi ritengono sospetto, lo segnalano al pubblico e poi tentano di macchiarlo con un spray rosso o una “spruzzata” con pistole d’acqua.

I protagonisti delle riprese non si limitano a filmare, ma mettono in scena la “scoperta” con urla e accuse in lingua inglese.


5 x 1000

A documentare il tutto sono i canali social di Hunter e di Dje Media, dove i video raccolgono visualizzazioni nell’ordine delle centinaia di migliaia.

Le reazioni non sono state pacifiche, ovviamente. In diversi episodi i borseggiatori indicati hanno risposto con violenza: pugni, lanci di sedie e pietre, uso di spray al peperoncino. E molto spesso le più violente sono le donne “del mestiere”.

In un caso la polizia locale è intervenuta e ha proceduto all’identificazione dei presenti. Testimonianze raccolte nei video mostrano come la nuvola di peperoncino sparata dai ladri, secondo la descrizione degli autori dei blitz, abbia raggiunto un raggio di 20-30 metri coinvolgendo passanti e turisti.

Il fenomeno non è nuovo in Italia: Hunter aveva compiuto azioni analoghe per diversi giorni a Roma prima di spostarsi in Veneto.

Secondo quanto riportato sui social, l’uomo si muove spesso con atteggiamento da turista — cappellino e occhiali — pur essendo presente in strada per filmare e provocare gli incontri con i presunti borseggiatori. I video mostrano anche episodi particolarmente crudi, compresa la presunta spruzzata di bottiglie contenenti urine in alcune clip.

E spesso il protagonista ne esce malconcio: il personaggio è infatti ormai pubblico e viene immediatamente riconosciuto scatenando reazioni anche violente.

Sull’episodio è intervenuta l’assessora alla Sicurezza del Comune di Venezia, Francesca Zaccariotto, che ha definito le azioni «da condannare». Secondo l’assessora l’atteggiamento migliore è sempre quello di segnalare i casi alle forze dell’ordine. Atteggiamento senz’altro corretto, ma che non tiene conto delle persone ormai esasperate dell’inefficacia delle leggi per questa frangia di delinquenza.

Dal punto di vista giudiziario, al momento non risultano denunce formali nei confronti di Hunter per le marcature con vernice. Il quadro normativo attuale prevede che sporcare una persona con vernice non costituisca automaticamente reato, a meno che non si tratti di sostanze pericolose o che non si provochi danno o che esso riguardi edifici.

Il comportamento di Hunter e dei suoi collaboratori ha sollevato però anche critiche pubbliche per i possibili rischi per l’ordine pubblico e la sicurezza dei luoghi turistici: si immagini se qualcuno, turista o residente, fosse stato colpito dalla pioggia di oggetti – tra cui bicchieri e bottiglie – pressi dai tavolini di un bar e lanciata dai violenti.

I filmati, oltre a documentare gli scontri, alimentano discussioni online in cui alcuni utenti plaudono all’azione e altri che invece denunciano la finalità spettacolarizzativa dell’iniziativa.

Chi segue i canali degli youtuber ha notato che i contenuti vengono ripetuti in più città italiane, con lo stesso copione: individuazione del sospetto, marchiatura, ripresa e pubblicazione. Si dice che Hunter viva a Roma e lavori come addetto alle pulizie in un albergo; le sue clip sono diffuse su TikTok, Instagram e Facebook, dove raccolgono un ampio seguito.

Uno dei video di Mervin D. Hunter che mostra una travagliata “operazione” a San Basilio qui sotto.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »