Esclusivo – Guerra, allerta rossa ad Aviano. Lancio droni antimissili nella notte
AVIANO – Allerta massima alla base area di Aviano da questa mattina, giovedì 20 agosto. La minaccia iraniana di estendere il conflitto all’Europa in caso di nuovi attacchi americani alle infrastrutture di Teheran non è soltanto teorica, almeno per la parte sudorientale del continente.
Secondo quanto riferito dal Financial Times, l’Iran avrebbe già valutato possibili attacchi contro asset militari statunitensi e alleati in Europa, a partire dalla Bulgaria (la base aerea di Bezmer) e da Cipro (Raf Akrotiri), fino ad allargare il mirino alla base navale di Souda Bay a Creta, alle installazioni in Turchia e al sito dello scudo antimissile Nato Aegis Ashore a Deveselu, in Romania. Secondo le analisi del Council on Foreign Relations (Cfr) e dell’intelligence americana, Teheran possiede il più grande arsenale balistico del Medio Oriente e i suoi vettori a maggiore gittata sono accreditati di un raggio di circa 2.000 chilometri – limite autoimposto che l’Iran ha storicamente indicato come soffitto politico del proprio programma – sufficiente a coprire l’intero Medio Oriente e il fianco sudorientale europeo.
Al momento tuttavia resta improbabile un attacco missilistico iraniano contro le basi aeree americane in Italia, come Aviano, Sigonella e Vicenza. Più temibile un possibile attacco terroristico di “lupi solitari” e per questo è scattato un piano nazionale.
Intanto nella notte di mercoledì il Mediterraneo si è riempito di droni americani, turchi e inglesi per controllo e segnalazione di possibili infiltrazioni di missili. Dalla Turchia sono partiti due droni delle forze aeree turche per il nord e sud del paese (TCS48 Bavraktar e 2445 Bavraktar); da Cipro la Royal Air Force ha inviato il suo RFR7731 General Atomic MQ9B Protector) e da Sigonella poco dopo la mezzanotte si è alzato in volo il Grumman RQ4D Phoenix (nella foto) che si è diretto sulle coste albanesi per poi spegnere il trasponder di tracciamento radar. Nel corso della giornata hanno sorvolato il cielo del Mediterraneo un paio di Boeing E3F SENTRY aerei radar di cui uno dalla Francia ha seguito il confine Moldavo per poi rientrare alla base francese di partenza. Ad Aviano in serata è arrivato un Boeing C40 Clipper trasporto truppe da St.Jhon’s negli Usa.
Tra i vettori iraniani potenzialmente impiegabili contro obiettivi europei figurano gli Emad e i Ghadr-1, evoluzioni dello Shahab-3 con gittate tra 1.700 e 2.000 chilometri, e il Sejjil-2, missile balistico a due stadi a propellente solido pronto al lancio in tempi brevissimi.
A questi si affiancano i missili da crociera terrestri a volo radente come il Soumar e il Paveh (fino a 2.500 km di autonomia), progettati per eludere i radar tradizionali. Un discorso a parte riguarda il Khorramshahr-4 (o Kheibar): accreditato di circa 2.000 km con una testata pesante da 1.500 kg, potrebbe teoricamente estendere la propria gittata a 2.500-3.000 chilometri alleggerendo il carico bellico, mettendo a rischio anche parti dell’Europa centrale (tra cui Vienna, Berlino e Roma), sebbene al prezzo di una minore accuratezza della testata nella fase di rientro atmosferico.
Analisi condotte da centri studi come il Csis sugli attacchi contro Israele – come quello dell’ottobre 2024, in cui oltre 30 missili hanno raggiunto la base aerea di Nevatim – confermano che Teheran dispone di testate manovrabili di rientro (MaRV) ad alta precisione e adotta tattiche di saturazione, lanciando salve miste di missili balistici, da crociera e droni suicida (Shahed-136) per esaurire le scorte di intercettori delle difese aeree. Tuttavia, stabilire la reale consistenza di questa minaccia resta complesso: l’arsenale iraniano complessivo è stimato in 2.000-3.000 missili totali, ma la maggior parte è costituita da sistemi a corto raggio (Srbm). Quelli a medio raggio (Mrbm) capaci di minacciare l’Europa rappresentano solo una frazione del totale, ulteriormente erosa dai raid israeliani e statunitensi, dal consumo bellico e dalla mancanza di dati pubblici certi. Al.Rin.




