Catanzaro, le amarezze possono aiutare la crescita
I quattro punti persi al 95’ fra Monza e Avellino avrebbero blindato il quinto posto e garantito un finale di stagione ancora più sereno. Il fatto che sia successo due volte significa che un po’ ti gira tutto contro, un po’ che te le vai a cercare. Ed è qui che bisogna lavorare nell’ottica delle gare da dentro-fuori: domani (ore 19) la prima, il recupero della trentunesima giornata col Modena che è anche lo scontro diretto per il miglior piazzamento possibile ai playoff. Al “Ceravolo” si può rimettere il piede sull’acceleratore. Al di là dei singoli episodi che hanno fermato il rilancio, il Catanzaro non ha lasciato per strada un grammo della sua identità e della sua autorevolezza, perché continua a essere una squadra che gioca meglio di quasi tutte le altre in B e lo fa pure se mancano diversi titolari e in inferiorità numerica, come ha dimostrato soffrendo il minimo sindacale contro l’Avellino. Insomma, Aquilani ha poco di che preoccuparsi. I difetti ci sono, a partire dalle otto gare con almeno un gol subito, ma possono essere corretti. La possibilità di avere più ricambi avrebbe aiutato in Irpinia (dove hanno esordito Jack ed Esteves, mentee Buglio e Verrengia sono stati rispolverati dopo tanto tempo) e sicuramente aiuterà col Modena.
Rinforzi e attese
Domani infatti rientrano Cassandro, Pittarello, Alesi e Nuamah, che hanno scontato le rispettive squalifiche, ma deve fermarsi per un turno Petriccione il cui forfait è pesante visto che lui e Pontisso formano decisamente la coppia meglio assortita e più efficace a centrocampo. Il regista, tra l’altro, era uscito dopo mezz’ora dalla gara di Avellino per un problema muscolare che comunque l’avrebbe messo a rischio per l’incontro con il Modena, anche se non sembra nulla di preoccupante. Quanto a D’Alessandro, venerdì si è sottoposto a una risonanza magnetica che ha confermato la distorsione alla caviglia sinistra e i tempi di recupero di un mese.
Gli episodi
L’espulsione per doppia ammonizione costringe anche Brighenti a restare a guardare contro il Modena. Nulla da dire sul secondo giallo che ha causato anche il rigore: il difensore placca Favilli nonostante fossero stato appena tenuti a battesimo dall’arbitro, che evidentemente li aveva nel mirino. Però la prima ammonizione non c’era proprio: il fallo su Russo sì, ma senza cattiveria o con un intervento scomposto, la posizione dell’avversario era laterale e dietro Brighenti c’era anche Favasuli, quindi l’attaccante irpino non creava nemmeno pericoli diretti. Nell’altra area, invece, sta facendo storcere il muso ai tifosi il gomito largo di Enrici che blocca un destro di Rispoli: in diretta sembrava una respinta di schiena, il fermo immagine restituisce l’altra prospettiva che il Var avrebbe dovuto individuare (e non l’ha fatto).
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