Dopo Harry, il nulla: così in Calabria gli aiuti promessi sono rimasti solo annunci
In mano hanno solo un numero di protocollo che certifica il deposito dell’istanza di risarcimento sulla piattaforma della Prociv. Per il resto i commercianti del quartiere Lido di Catanzaro attendono di sapere quando potranno ricevere i ristori. Il ciclone Harry lo scorso gennaio ha colpito duro la costa cittadina: le onde hanno travolto il lungomare e sommerso diversi esercizi. Qualcuno ha riaperto, altri ancora no. Con tutti i problemi che ciò comporta: «Il mio è stato il locale più danneggiato – racconta Antonella Mirarchi, titolare del minimarket “La Botteghina” – abbiamo dovuto buttare tutto e fare lavori strutturali, a partire dagli impianti. Tutto con nostre risorse e un prestito bancario, oltre alla generosità di quei privati che ci hanno voluto dare una mano». Confida ora di riaprire a breve: «I fornitori ci stanno aiutando, ma a livello istituzionale ci saremmo aspettati di più». In attesa di informazioni è anche Concetta Froio (ristorante “Il Porto”): «Abbiamo seguito le procedure, anticipato le spese, come ci hanno detto, ma ad oggi non abbiamo visto un centesimo» è la sua amara constatazione. C’è un’estate da organizzare e dipendenti da pagare: «Il quartiere Lido è messo male – sottolinea – temiamo che la gente vada altrove. Bisogna fare qualcosa». Sulla stessa lunghezza d’onda la titolare di una gelateria: «Ci era stato detto che le procedure di rimborso sarebbero state veloci – puntualizza – ma così non è stato. E ancora oggi non sappiamo nulla».
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