Sicilia

Catania maglia nera in Sicilia per femminicidi, ma sempre più uomini scelgono di fermarsi

In Sicilia le vittime di femminicidio dal 2010 ad oggi sono 163, di cui 52 nella sola provincia di Catania. È il quadro che emerge dal Report 2025 di Centro FamigliE sulle attività di contrasto alla violenza intrafamiliare che stamattina è stato presentato alla stampa dal presidente del Centro psicologo e psicoterapeuta Antonello Arculeo durante un incontro che si è svolto nella sede operativa di via G. Lavaggi, 7. L’associazione catanese nel 2025 ha festeggiato il traguardo dei dieci anni di attività e oggi ha tracciato il bilancio del suo operato sul territorio.

«In dieci anni di attività – ha dichiarato il presidente del Centro Arculeo – abbiamo visto quanto la violenza intrafamiliare sia un fenomeno complesso. I dati che abbiamo presentato ci dicono che Catania è maglia nera in Sicilia ma dicono anche che sempre più uomini scelgono di fermarsi. Più richieste significa anche maggior carico di lavoro e tutto questo è avvenuto in assenza di adeguate risorse economiche che anzi sono diminuite. Ma nonostante questo andiamo avanti. Il lavoro sul cambiamento è possibile e necessario. Per questo è importante fare rete e investire su attività di prevenzione e sensibilizzazione cosi come quello che facciamo noi ogni giorno anche nelle scuole con gli studenti».

In primo piano nel documento i dati riguardanti gli uomini che hanno deciso di intraprendere percorsi di psicoeducazione. Il servizio “Il Primo Passo” del CUAV (acronimo di Centro di Ascolto sostegno e cura per uomini maltrattanti) ha visto triplicare la sua utenza. Nel 2025 sono stati 333 le richieste di accesso al servizio, 54 quelle registrate quest’anno.

«Nei Cuav si lavora sulla consapevolezza – ha sottolineato Valeria Squatrito psicologa e psicoterapeuta e operatrice Cuav – si tratta di incontri strutturati sia individuali che di gruppi della durata di un anno dove il nostro lavoro è incentrato al riconoscimento della violenza, ma anche all’assunzione di responsabilità e alla comprensione delle emozioni».

Interventi di riabilitazione per gli autori di violenza ma anche protezione delle vittime grazie al Progetto nazionale Respiro (Rete di Sostegno per percorsi d’inclusione e resilienza con gli Orfani Speciali) un punto di riferimento concreto per minori e famiglie con supporto psicologico e legale. A registrare ottimi risultati anche il progetto Da Semola ad Artù finanziato dall’Impresa Sociale Con I Bambini in collaborazione con l’Asp di Catania e Palermo. Centro FamigliE collabora con il progetto Zeus con la sezione anticrimine delle Questure di Catania e Siracusa per quanto riguarda gli ammonimenti. Nel territorio etneo il numero degli ammonimenti risulta tra i più alti d’Italia. Nel 2025, secondo i dati del Report il Cuav ha ricevuto e monitorato 369 uomini tra Catania e Siracusa che erano stati oggetto dell’atto amministrativo.

A prendere parte alla conferenza stampa anche Maria Pia Fontana direttrice Udepe (Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna del Ministero della Giustizia) e altri membri dell’Ufficio. In collegamento da remoto invece Gabriella Picco direttrice Ulepe di Siracusa (Ufficio Locale Esecuzione Pene Esterne). In rappresentanza della Questura di Catania il commissario Calogero Lo Mascolo, responsabile ufficio minori e vittime vulnerabili e l’ispettore Claudio Manera. Era presente tutta l’equipe di Centro FamigliE.


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