Friuli Venezia Giulia

Carceri: dirigenti penitenziari, “governare da Roma non basta, il piano rischia di fallire”

1 giugno 2026 – ore 21:00 – Il Coordinamento Nazionale Direttori e Dirigenti Penitenziari (CNDP) della FSI USAE lancia l’allarme sul piano straordinario di “detenzione differenziata” previsto per i mesi estivi e rilanciato dal Ministero della Giustizia attraverso l’Avviso Pubblico del 30 marzo scorso per il reperimento di strutture del Terzo Settore destinate ad accogliere detenuti in fase finale di pena. Il Coordinatore nazionale Enrico Sbriglia parla del rischio di un possibile fallimento della misura a causa del mancato coinvolgimento delle direzioni penitenziarie e degli uffici dell’esecuzione penale esterna nella fase di pianificazione. Nel mirino del sindacato vi sono in particolare il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità (DGMC), accusati di adottare una gestione eccessivamente centralizzata e distante dalle esigenze operative dei territori. Secondo il CNDP, “è il Direttore l’organo chiamato dalla legge a dirigere l’istituto”, come previsto dall’articolo 2 del D.P.R. n. 230 del 2000, e analoga funzione sarebbe svolta negli Uffici di Esecuzione Penale Esterna (UEPE). Il sindacato sottolinea che il direttore coordina l’attività dei Comandanti di reparto, della Polizia Penitenziaria e dei funzionari del Comparto Funzioni Centrali (CNFC), evidenziando come l’esclusione di tale figura dalla programmazione rischi di compromettere l’efficacia degli interventi.

Tra le criticità segnalate vi è anche la gestione delle risorse economiche. Il Coordinamento contesta la scelta di destinare circa 7 milioni di euro annui ai capitoli di bilancio del DGMC e della rete degli Uffici Interdistrettuali dell’Esecuzione Penale Esterna (UIEPE), pur trattandosi di misure rivolte a detenuti adulti la cui gestione fa capo al DAP. Secondo il sindacato, il sistema rischia di produrre ulteriori passaggi burocratici senza affrontare le carenze di organico, sia della Polizia Penitenziaria sia del personale contabile. Nel documento vengono richiamati anche il Decreto ministeriale 25 maggio 2025 n. 128 e la Legge 199 del 2010. Il CNDP propone infatti di ampliare la platea dei beneficiari, portando dagli attuali otto a diciotto mesi il limite della pena residua per l’accesso alle misure previste dal piano, in linea con il quadro normativo della detenzione domiciliare. Il Coordinamento sostiene inoltre che le risorse potrebbero essere impiegate direttamente dalle direzioni degli istituti per interventi di manutenzione ordinaria e per il recupero di parte degli oltre 4.000 posti detentivi oggi non utilizzabili, oltre che per favorire percorsi di reinserimento lavorativo attraverso l’applicazione dell’articolo 21 dell’Ordinamento Penitenziario. Nel comunicato vengono richiamate anche le difficoltà della Magistratura di Sorveglianza, le problematiche legate alla salute mentale della popolazione detenuta, il sovraffollamento e la necessità di un trattamento individualizzato. Il CNDP richiama inoltre l’esigenza di una programmazione differenziata tra Nord, Centro, Sud e Isole. Secondo il sindacato, negli ultimi quattro anni la popolazione detenuta sarebbe aumentata di circa 8.000 unità e i posti previsti dal bando non sarebbero disponibili prima dell’autunno, rendendo improbabile un impatto concreto sull’emergenza estiva. Per questo il Coordinamento chiede un cambio di metodo fondato sul coinvolgimento diretto delle direzioni territoriali, degli UEPE, degli Enti del Terzo Settore (ETS) e di tutte le professionalità del sistema penitenziario.

Articolo di Francesco Viviani

Detenuti nei corridoi a Trieste: la denuncia del Garante “carcere al collasso, situazione insostenibile”




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »