VS. MuBa: il Comitato Pilastro e le foto del cantiere in piazza

La mobilitazione contro il Museo delle bambine e dei bambini “Futura” torna a farsi sentire. Oggi, 1° giugno, davanti a Palazzo D’Accursio, il neonato Comitato popolare Pilastro ha organizzato un presidio, con tanto di mostra fotografica sulla “devastazione del parco”.
“Cemento e Polizia”
Le fotografie esposte ritraggono i lavori in corso e la presenza costante delle forze dell’ordine nel quartiere. Una situazione che gli attivisti sintetizzano con uno slogan, scandito al microfono da uno dei portavoce: “Cemento e Polizia. Polizia e cemento”.
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Il Comitato punta il dito contro il silenzio dell’amministrazione: “È da gennaio che protestiamo e il Comune non ci ascolta né ci riceve”, denunciano i manifestanti. “Abbiamo chiesto di fermare i lavori per sentire i bisogni del rione e il Comune non lo ha fatto neanche per tre giorni per ascoltarci”.
Le critiche al progetto
La contestazione, che nei mesi scorsi ha visto diversi momenti di tensione, verte anche sulla natura dell’opera, definita dagli attivisti un “ecomostro”. Il Comitato contesta in particolare l’utilizzo di materiali diversi da quanto originariamente prospettato: “Questa struttura che doveva essere solo di legno e di vetro” è invece oggetto di continui gettate, come dimostrato dal ritorno delle betoniere. “Questa struttura che il rione non ha chiesto e che arriva in un quartiere dove le necessità sono tante”, aggiungono.
“Siamo qui per chiedere al Comune di fare un passo indietro”, sostenendo che “non esistono alberi in vaso che possano compensare un singolo albero decennale della città”. Sul tavolo, però, non c’è solo il museo, ma anche “i tanti problemi reali presenti sul nostro territorio”, dalla scuola alla sanità, fino al verde pubblico e all’assistenza agli anziani. Il confronto proseguirà il 5 giugno, in un’assemblea pubblica convocata alla Casa di quartiere del Pilastro.
Il dibattito in Aula
A portare la voce della protesta dentro Palazzo D’Accursio è stato il consigliere comunale Matteo Di Benedetto (Lega), che ha espresso solidarietà al presidio. Di Benedetto ha presentato un ordine del giorno che impegna la Giunta a “introdurre il principio del consumo di suolo zero nella pianificazione urbanistica comunale e a prevedere interventi di depavimentazione e desigillazione in occasione di opere pubbliche, manutenzioni straordinarie, riqualificazioni urbane e appalti”.
L’obiettivo del consigliere è spingere il Comune a fare “come la sindaca Silvia Salis a Genova”, citando il recente modello di depaving. Tuttavia, la maggioranza di centrosinistra ha optato per il rinvio del documento in commissione.
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