Bari scende in piazza per gli attivisti Flotilla trattenuti in Libia
Bari torna a scendere in piazza per la Flotilla. Questa sera, a partire dalle 19, cittadini, associazioni e realtà solidali si ritroveranno in piazza Prefettura, ribattezzata simbolicamente ‘piazza Gaza’, “per chiedere l’immediato rilascio e il rientro in sicurezza” dei dieci attivisti del convoglio umanitario di terra della Global Sumud Flotilla diretto a Gaza, “trattenuti in Libia ormai quasi dieci giorni fa, nonché per fare luce sulla condizione di circa 10mila palestinesi detenuti in Israele e sulle ormai dilaganti pratiche di ostacolo alle iniziative di solidarietà”. Tra gli attivisti trattenuti ci sono anche due pugliesi, Domenico Centrone, di Molfetta (Bari), e Dina Alberizia, di origini foggiane e residente in Piemonte. “Da giorni – dice il movimento – non si hanno più notizie dirette” degli attivisti fermati. “Un silenzio preoccupante che si accompagna a quello, altrettanto grave, del Governo italiano e delle istituzioni europee. Chiediamo – aggiungono – che sia garantita immediatamente l’incolumità delle persone trattenute e che siano messe in campo tutte le iniziative diplomatiche necessarie per consentire il loro rapido rientro”. “Rivolgiamo inoltre un appello alla Regione Puglia, affinché faccia sentire con forza la propria voce per due suoi concittadini che hanno scelto di partecipare a una missione umanitaria e di pace. È inaccettabile – si legge in una nota della Global Sumud Flotilla Puglia – che chi porta soccorso e aiuti venga trattato come un criminale. È inaccettabile che le operatrici di pace siano lasciate sole”.
In serata la dichiarazione del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e dell’assessora regionale alla Cultura e conoscenza, Silvia Miglietta: “Il protrarsi del silenzio sulla situazione del concittadino pugliese Domenico Centrone, di Dina Alberizia, originaria di Foggia, e degli altri attivisti e attiviste del convoglio umanitario della Global Sumud Flotilla diretto a Gaza, desta notevole preoccupazione. Da giorni non vi sono notizie verificate sulle loro condizioni e sul loro stato di sicurezza. È una situazione che non deve essere sottovalutata. Per questo, chiediamo al Governo italiano di attivare senza ulteriori indugi tutti i canali diplomatici disponibili, a livello bilaterale e internazionale, per ottenere informazioni certe, garantire la tutela degli attivisti coinvolti e favorirne il rientro nel più breve tempo possibile. Continueremo a seguire la vicenda con la massima attenzione perché il rispetto dei diritti umani, la protezione delle persone impegnate in missioni umanitarie e la trasparenza sulle loro condizioni non possono essere avvolti dal silenzio”.




