Liguria

Calenda chiama Salis: “Se fosse la leader del centrosinistra saremmo disponibili a dialogare”

Genova. “Vi do una notizia: se fosse Silvia Salis la leader del centrosinistra noi saremmo disponibili ad aprire un’interlocuzione. Più di questa non ve la posso dare”. L’ennesimo endorsement alla sindaca di Genova come ipotetica federatrice del campo largo e candidata in funzione anti-Meloni arriva da Carlo Calenda, leader di Azione, oggi a Genova per una tappa del tour di presentazione del suo libro Difendere la libertà. L’ora dell’Europa al cinema Sivori.

Un “auspicio”, lo definisce il senatore, subito rispedito al mittente dalla diretta interessata, pur con un grande sorriso: “Io sono sindaca qua e, visto che rimarrò qua, spero che comunque possa avere un dialogo con il centrosinistra, perché qua il nostro campo largo sta funzionando bene e credo si possa pensare di farlo funzionare anche a livello nazionale”. A Genova “non è mai mancato l’appoggio di Carlo Calenda e di Azione. Sono felice, è un attestato di stima per cui lo ringrazio“. Risposta in linea con la frenata di domenica sera, ospite della trasmissione di Fabio Fazio.

“Io penso che se oggi il centrosinistra, invece di parlare continuamente di primarie, avesse una persona che mette insieme la capacità di mediazione, la determinazione e anche la capacità di parlare un linguaggio che le persone capiscono, come Silvia Salis, Azione potrebbe iniziare un dialogo col centrosinistra”, precisa Calenda. Che sul punto, però, non è granché ottimista: “Purtroppo questa cosa la vedo piuttosto lontana, ma insomma…”.

Anche perché, a livello nazionale, un campo larghissimo con dentro i centristi finirebbe per escludere il Movimento 5 Stelle. Eppure a Genova l’esperimento è riuscito e il partito di Calenda è presente in giunta con Cristina Lodi. “Ma infatti secondo me ha fatto un buon lavoro – riprende l’ex ministro con riferimento a Silvia Salis -. Il punto è sempre che a livello locale è molto più semplice che a livello nazionale, perché a livello nazionale ci sono scelte di policy che sono fondamentali, cioè la difesa europea, l’Ucraina, cose più di politica che si connette all’ideologia”.

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D’altra parte, una come Silvia Salis potrebbe riuscire nell’impresa di mettere d’accordo anche Calenda e Renzi? Il senatore non risparmia la battuta pungente: “Non so cosa pensa Renzi, francamente. Questa è una cosa che sfugge, e soprattutto in quale momento temporale lo pensa, questo è il problema”. Ma a parte questo la sindaca di Genova “è una persona molto in gamba, molto valida. Noi ci siamo trovati molto bene qui, ha saputo mettere insieme anime molto diverse, l’ha saputo fare con grande determinazione. Il mio auspicio è che, se c’è una persona che è pronta a mettersi in gioco per fare questo lavoro anche a livello nazionale e ha le caratteristiche per farlo, invece di perder tempo appresso alle primarie facciano questo“.

Su questo punto, riguardo alla leadership dei progressisti, Salis e Calenda sono d’accordo: “Noi non faremo mai parte di cose che producono primarie. Tra l’altro, io ho avuto esperienza delle primarie: ci sono regioni italiane in cui sono ampiamente gestite, organizzate e governate dai signori delle tessere. Se domani il centrosinistra ha una botta di coraggio e dice: ‘Proviamo a investire su una figura nuova, dinamica, eccetera’, ok”.

Ma se non è Salis a tenere insieme tutti, dai centristi ai progressisti, allora chi può essere? “Io credo che sia un buon programma quello che può tenere insieme tutti, poi l’identificazione del leader, come abbiamo visto in tanti governi, può essere anche successiva”, risponde la sindaca.

Sullo sfondo restano le suggestioni che vedono l’ipotetica nascita di un “grande centro” che includa non solo le compagini centriste oggi nell’orbita progressista (almeno a Genova) ma anche Forza Italia e un pezzo del Pd. Nessuno ne parla apertamente, ma lo scenario inizia a stuzzicare le fantasie di molti, soprattutto dopo le uscite di Marina Berlusconi. Che ruolo possa avere (o non avere) in questa partita Silvia Salis, da meno di un anno alla guida di Genova ma sulla cresta dell’onda mediatica a livello nazionale, è tutto da scoprire.

Folla al Sivori per Calenda, ma alcuni prenotati restano fuori

Molti partecipanti all’incontro politico, forse persino troppi. Alcune decine di persone che  si erano prenotate attraverso un’iscrizione on line all’evento (tramite il link ufficiale diffuso dalla newsletter di Azione) non hanno potuto accedere alla sala principale, quella dove erano presenti, dal vivo, i protagonisti della serata.

“Nonostante ci fossimo presentati al cinema con 20 minuti di anticipo sull’orario di inizio, ci è stato impedito l’accesso alla sala principale, che ci è stata dichiarata già piena. Ci è stato quindi proposto di ripiegare su una seconda sala per assistere a una semplice proiezione video”, scrive una lettrice.

“A rendere la situazione inaccettabile è stata la totale confusione e le palesi contraddizioni del personale addetto alla gestione dell’evento. In questo clima di disorganizzazione, la soluzione prospettata dallo staff è stata quella di attendere fuori dalla sala principale nella speranza che si liberasse qualche posto. Una proposta surreale, considerando che all’esterno c’erano almeno 50 persone in attesa nella nostra stessa situazione”.




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