Basilicata

South Italy Fashion Week a Cosenza con uno sguardo all’Oriente

È partita il 27 aprile e si concluderà il 3 maggio 2026 la South Italy Fashion Week a Cosenza ispirata all’Oriente


COSENZA – In giapponese hanami significa ammirare la fioritura dei ciliegi. Soffermarsi a guardare la bellezza che sboccia in primavera e soffermarsi sulla delicatezza e sulla fragilità del fiore che ha breve durata.

Proprio questa fragilità racchiude il significato più profondo dell’hanami: nell’osservare attraverso la fioritura dei ciliegi la brevità della vita che va goduta in pieno, senza sprecarne neanche un momento. Ma anche nel godere della bellezza della natura e trarre piacere dalle piccole cose.
La nuova edizione della South Italy Fashion Week che si svolgerà a Cosenza dal 27 al 3 maggio si ispira proprio all’hanami, «è il nostro filo conduttore – ha spiegato Giada Falcone, direttrice di Moema Academy e figura di riferimento per Donne Impresa Confartigianato a livello nazionale e regionale – Guardiamo al Giappone non per un semplice omaggio, ma per un’affinità filosofica: la cura del dettaglio, la sacralità dell’artigianato e la memoria sono i fili che legano la nostra Calabria all’Oriente».

DIECI ANNI PER LA SOUTH ITALY FASHION WEEK A COSENZA

La South Italy Fashion Week è prodotta dalla sinergia tra la direzione artistica di Moema Academy e quella tecnico-organizzativa di Big Digital Eye.

Per celebrare il traguardo della decima edizione, la South Italy Fashion Week nel corso della settimana di eventi assegnerà quest’anno quattro premi speciali, un riconoscimento al merito e alla creatività che hanno scandito la storia della manifestazione.

OSPITE DELLA SERATA CONCLUSIVA IL PRESIDENTE DELLA MAISON GATTINONI

E poi il 3 maggio, in occasione della sfilata conclusiva, l’evento ospiterà Stefano Dominella, presidente della Maison Gattinoni. La partecipazione «di una figura con la sua esperienza rappresenta un’importante occasione di confronto per tutto il comparto, ma soprattutto un’opportunità formativa per gli studenti della Moema Academy».

Dominella porta con sé una «testimonianza concreta di come l’imprenditoria di successo possa restare fedele alle radici artigianali del Made in Italy, offrendo ai futuri designer un modello di visione e solidità professionale».

«Gattinoni è un esempio virtuoso di imprenditoria, maestria artigianale e successo globale a cui ispirarsi per costruire il proprio futuro nel fashion system».

IL TEMA DELLA SOUTH ITALY FASHION WEEK DI COSENZA È L’HANAMI: LA BELLEZZA DELLA FIORITURA DEI CILIEGI

L’evento è stato presentato nei giorni scorsi in un incontro nel Palazzo della Provincia di Cosenza. L’incontro, moderato dalla giornalista Rachele Grandinetti, ha visto la partecipazione di istituzioni e addetti ai lavori.
Il respiro internazionale della kermesse è stato sottolineato anche da Pier Luigi Sposato, alla guida della direzione tecnico-artistica, che ha annunciato un’importante novità: «Abbiamo allargato i nostri orizzonti verso Oriente e introdotto nuovi linguaggi attraverso l’Aeterna Fashion Film Festival, un contest dove cinema, audiovisivo e moda si intrecciano.

La South Italy Fashion Week è diventata ormai un motore di flussi turistici: la città si accende e accoglie visitatori che arrivano a Cosenza appositamente per vivere le nostre performance».

E a conferma della vocazione territoriale della fashion week saranno interessati i luoghi più iconici della città bruzia, con una location d’eccezione come il Castello Svevo.

A COSENZA SI LEGA LA CALABRIA AL GIAPPONE ATTRAVERSO LA MODA

Antonietta Cozza, consigliera comunale con delega alla cultura, ha definito questa decima edizione come un simbolo di perseveranza e visione: «Legare la Calabria all’Oriente è una sfida già vinta che ci spinge a guardare oltre i nostri confini».
Di moda e sistema produttivo ha parlato Silvano Barbalace, segretario generale di Confartigianato Calabria: «Abbiamo trasformato una vetrina in una vera e propria piattaforma per le aziende. In un mercato complesso, il nostro obiettivo è creare connessioni concrete per le imprese del comparto moda». L’artista e stilista Luigia Granata (vicepresidente nazionale Feder Moda e presidente regionale Confartigianato Moda), ha evidenziato l’importanza della tutela del Made in Italy e la recente evoluzione normativa sul termine “artigianale”, oggi finalmente protetto giuridicamente a salvaguardia del vero saper fare italiano.

Infine, Fulvia Caligiuri, direttrice dell’Arsac, ha spiegato l’inedito legame tra agricoltura (natura) e moda (bellezza) che risiedono proprio nell’hamani: «Celebrare la moda significa esaltare anche il comparto agroalimentare e la nostra tradizione nella tessitura, che portiamo avanti con centri sperimentali anche a scopo sociale. Facendo squadra tra eccellenze, la Calabria dimostra di essere una terra intraprendente pronta a raccogliere grandi soddisfazioni».

I GIORNI DELLE SFILATE DALLA MODA E IL RITO ALL’ORA CHE RICORDA

La giornata inaugurale, dedicata alla Primavera, ha affrontato il tema “La moda e il rito”.

L’apertura
è stata affidata alla coreografia “Rinascite” di Giuseppe Ferraro, introducendo un incontro mediato
dalla giornalista Rachele Grandinetti. Giada Falcone, direttrice della Moema Academy,
vicepresidente nazionale e presidente regionale di Donne Impresa Confartigianato, ha poi
sottolineato come l’evento voglia farsi «ponte tra la cultura orientale e quella calabrese, due mondi
che condividono la stessa cura per il dettaglio e l’amore per l’artigianalità».
Significativo l’intervento di Luigia Granata, designer e rappresentante di Confartigianato e
Federmoda, che ha portato la sua testimonianza di rientro in Calabria dopo le esperienze
internazionali: «Non abbiate paura di restare. La nostra terra è ricca, ma richiede ambizione e amore per essere valorizzata. Le mie creazioni raccontano proprio questo: luoghi e sentimenti che
appartengono alle nostre radici».

LA MODA E IL CONCETTO DI RESTANZA

Il concetto di “restanza” e il peso delle scelte generazionali sono stati evocati dall’attore Matteo
D’Attimo, che ha recitato “La soglia” (scritto da Pier Luigi Sposato e tratto da “La Restanza” di
Vito Teti), offrendo uno spunto di riflessione intenso agli studenti presenti in platea che, in vista
della maturità, si trovano ad affrontare scelte decisive per il proprio futuro.
La giornata ha poi dato spazio al talento degli allievi della Moema Academy, con le creazioni
ispirate alla contaminazione tra Oriente e Calabria commentate dall’allieva Celeste Visciglia. Il
programma è proseguito con una retrospettiva firmata Moema Academy e New Production Eventi
su Antonio Marras, analizzata dal prof. Carlo Fanelli, e con la presentazione dei capi realizzati nei
laboratori sperimentali ARSAC.

IN PASSERELLA PER LA SOUTH ITALY FASHION WEEK DI COSENZA GLI ALLIEVI DELLA MOEMA ACADEMY

Nella cornice del Castello Svevo, il tema dell’Hanami ha già declinato la stagione dell’autunno attraverso il focus “Oro che ricorda”, un viaggio tra riti, memoria e tradizioni identitarie.
Ad aprire l’incontro è stata Graziella Di Ciancio, responsabile del magazine Borghi d’Arberia, che
ha esplorato il legame con la cultura arbëreshë: «Un viaggio lento e rispettoso alla scoperta di una
cultura ricca di fascino. L’abito tradizionale – ha detto mostrando il velo dell’abito nuziale della
nonna intessuto d’oro – è un calendario vivente: il tempo passa e le mode cambiano, ma l’abito resta fermo e rappresenta una continuità».

Il valore della maestria artigiana è stato al centro dell’intervento di Emilio Mazzitello della Sartoria Nina Mancini di Torretta di Crucoli fondata da
sua madre nell’89: «Tradizione non è solo storia, sono anche gli errori: è solo da qui che nascono i
successi. La perfezione del percorso creativo nasce dall’imperfezione». Mazzitello ha poi esortato
gli studenti a riscoprire la pazienza e lo studio necessari per costruire vere competenze.
Dopo la retrospettiva su Elsa Schiaparelli – realizzata da Moema Academy e New Production Eventi
e commentata dall’allieva Silvia – la parola è passata ai maestri orafi. Vincenzo Linardi ha invitato i
giovani alla consapevolezza: «Appassionatevi all’arte, andate piano. La vita è una soltanto, che
bisogno c’è di correre? Vivete lentamente».

Francesco Sicilia, definendosi “artigiano 4.0”, ha spiegato come coniugare innovazione e radici: «La mia fortuna è stata essere giovane in un momento di grande cambiamento, così ho potuto portare la tecnologia nella tradizione».

L’evento ha visto sfilare un’anteprima delle creazioni degli allievi della Moema Academy,
impreziosite dai gioielli dei maestri Sicilia e Linardi, verso il gran finale del 3 maggio.


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