Cadono calcinacci dal viadotto Gorsexio sulla A26: una residente sporge denuncia ai carabinieri

Genova. È stata sfiorata mentre tornava a casa da una decina di pietre venute giù dal viadotto Gorsexio sulla A26. Per questo una residente di via Gallinea a Mele (Genova) ha sporto denuncia ai carabinieri di Voltri.
Il viadotto è interessato da circa un anno da lavori di ripristino delle pile. L’episodio risale al 4 agosto. La donna, assistita dall’avvocato Giuseppe Maria Gallo, ha raccontato di aver visto i calcinacci cadere a meno di due metri da lei. Li ha fotografati e poi raccolti dopo il via libera della polizia stradale che, arrivata sul posto, ha constatato la caduta del materiale. Il responsabile del cantiere ha spiegato agli agenti intervenuti che l’azienda avrebbe fatto immediati controlli per verificare lo stato del viadotto utilizzando un by Bridge.
La residente nella denuncia chiede che vengano presi provvedimenti per garantire la sicurezza dei residenti per esempio attraverso “la costruzione di una galleria da cantiere come quella situata sulla Strada Statale 456, esattamente al di sopra di via Gallinea”.
La risposta di Autostrade
“Sul viadotto Gorsexio, sull’autostrada A26 Genova-Gravellona Toce, è in corso un importante intervento di ammodernamento di una porzione dell’impalcato e della pila 4 (100 metri di altezza), per un tratto complessivo di circa 141 metri – riferisce la società Autostrade per l’Italia -. I lavori affrontano complessità operative legate all’orografia e alle severe condizioni anemometriche della zona. Per prevenire l’impatto sulla viabilità ordinaria sottostante, il cantiere adotta soluzioni provvisionali flessibili: in quota, si lavora con piattaforme autosollevanti a colonna e una passerella sospesa FlyDeck ancorata all’intradosso e collegata direttamente all’area di servizio Turchino. Al piede del viadotto invece, a protezione della viabilità della SS 456, è stato costruito un tunnel di protezione lungo 120 metri. Concepito per prevenire il rischio di caduta materiali dall’alto, il tunnel garantisce un’altezza utile di 5,50 metri, preservando il transito dei carichi eccezionali senza limitazioni. Grazie a questa combinazione di strutture sospese e barriere inferiori, le attività sulle facciate e in intradosso procedono in totale indipendenza rispetto al traffico sottostante e sovrastante”.
“A seguito della segnalazione del rinvenimento di alcuni calcinacci sulla viabilità sottostante al viadotto, il personale di Autostrade per l’Italia, unitamente ai tecnici della direzione lavori e dell’impresa esecutrice, è intervenuto tempestivamente sul posto per effettuare le necessarie verifiche – prosegue la nota -. Gli accertamenti eseguiti hanno evidenziato che le lavorazioni attualmente in corso non interessano la porzione di viadotto sovrastante via Gallinea, area in cui è stato segnalato il ritrovamento del materiale, ma sono concentrate sulla pila situata in prossimità di via Ronco”.
“A conclusione del sopralluogo, nell’ottica di perseguire un approccio improntato al massimo livello di precauzione e per la massima tranquillità dei residenti della zona, è stata avviata una valutazione con la direzione lavori e l’impresa esecutrice per l’eventuale implementazione di un ulteriore presidio di sicurezza, costituito da un parapetto con rete di contenimento da installare sulla copertura del tunnel di protezione in corrispondenza del lato via Gallinea. Tale misura consentirebbe di ridurre ulteriormente il rischio di eventuale rotolamento di materiali dal piano di copertura del tunnel, rafforzando il livello di sicurezza già garantito dai presidi attualmente presenti”:
Aperto al traffico nell’agosto 1977, il viadotto si sviluppa per circa 677 metri e si articola su cinque pile principali che sostengono due impalcati indipendenti a servizio delle rispettive carreggiate. Il punto di massimo sviluppo verticale dell’opera vede un’altezza complessiva di 162 metri.




