Copasir: «Russia, Cina e Iran usano la disinformazione per influenzare l’Italia»
Russia, Cina, Iran e altri attori statuali sono impegnati in operazioni di disinformazione e influenza che possono incidere sulla sicurezza nazionale e sul corretto funzionamento dei processi democratici. È quanto emerge dall’attività conoscitiva svolta dal Copasir, che nel corso del 2025 ha raccolto le valutazioni dei vertici dell’intelligence e delle autorità responsabili della sicurezza della Repubblica. Secondo quanto riferito dal direttore dell’Aisi, Bruno Valensise, nel corso di diverse audizioni parlamentari, agenzie e soggetti riconducibili a Stati esteri conducono attività “finalizzate a condizionare l’opinione pubblica» attraverso campagne di propaganda e disinformazione. Tra gli strumenti utilizzati figurano tecniche di «cognitive warfare», basate sulla manipolazione dell’informazione e sulla polarizzazione del dibattito pubblico, con un ricorso sempre più esteso ai social media.
Per quanto riguarda la Russia, l’azione informativa si concentrerebbe sulla diffusione di narrative che insistono su una presunta «ipocrisia» e su un presunto «asservimento agli interessi stranieri del Governo italiano», oltre che sul tema del «declino morale, politico ed economico» dell’Occidente e dell’Ucraina. Nel corso dell’audizione del 5 agosto 2025, il sottosegretario Alfredo Mantovano, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, ha richiamato l’attenzione sulle attività di influenza e disinformazione online realizzate attraverso un articolato network di siti web e account social riconducibili ad attori russi, impegnati nella diffusione di contenuti anti-europei e anti-Nato. Dalle audizioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto, è inoltre emerso come uno degli obiettivi della disinformazione antioccidentale russa sia quello di favorire il reclutamento di cittadini stranieri, soprattutto in Africa, da impiegare nel conflitto in Ucraina. Sul fronte cinese, Mantovano ha evidenziato attività di propaganda e influenza volte a promuovere un’immagine positiva di Pechino e ad accreditarla come «partner credibile sullo scenario internazionale», anche attraverso un utilizzo sistematico dei social media e di algoritmi di intelligenza artificiale.
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