Puglia

Bari, sparatoria in sala giochi e al Libertà: arrestati non rispondono

Sono rimasti in silenzio davanti al gip, come consigliato dai loro avvocati. Antonello Strambelli, 33 anni, assistito dall’avvocato Nicola Quaranta, e Ignazio Raggi, di 22, difeso dalla collega Marianna Casadibari, questa mattina durante l’interrogatorio di garanzia dinanzi alla gip Valeria Isabella Valenzi, hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere: sono accusati di lesioni personali, con l’aggravante mafiosa, nei confronti del 20enne Alessandro Sinibaldi e il 22enne Gabriele Muserra. I fatti, risalenti al 9 e 14 aprile scorso, sono quelli delle gambizzazioni in viale della Repubblica, dinanzi alla sala giochi Play Games, e in via Dante al rione Libertà di Bari.

Secondo le indagini condotte dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari e coordinate dal pm antimafia Marco D’Agostino, l’agguato ad Alessandro Sinibaldi, fermo alle 21.46 del 9 aprile dinanzi alla sala giochi, è stato deciso nell’ambito di un tentativo di espansione di una frangia del clan Strisciuglio, punito da altri pezzi della stessa organizzazione criminale mafiosa. E nasce, in particolare, da un comportamento di Anthony Cafarchia, detto “il gemello”.

In sostanza, Raggi (appartenente al gruppo del quartiere Libertà) aveva tentato di vendere una “panetta” di droga nel rione Carrassi controllato da Cafarchia, che gli aveva sequestrato stupefacenti e telefono, mandandolo via. Da lì poi la ritorsione, le minacce via social, la gambizzazione di Sinibaldi, amico di Cafarchia ma anche di Muserra, che rispondeva a una duplice finalità: punire e portare avanti il progetto di espansione in un quartiere controllato da altri, sia pure affiliati allo stesso clan. Il 14 aprile, poi, il ferimento di Muserra sarebbe stato un modo per rinforzare il concetto intimidatorio.




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