Ranieri, la Nazionale dopo il rifiuto di un anno fa. A 74 anni e dopo aver allenato ovunque
Mai dare Ranieri per pensionato. Quante volte lo ha detto? Quante volte lo abbiamo sentito? Voglio portare mia moglie in vacanza, voglio tempo, basta stress in panchina: pensieri e parole in libertà, hanno un pizzico di verità quando sono dette, ma non superano mai la prova dei fatti.
Ha tentato di smettere dopo Cagliari, ma è arrivata alla Roma: “Non posso dire no alla mia squadra”. Finisce la stagione della Roma, fa il dirigente della Roma. Finisce amaramente l’avventura da consulente dei Friedkin, decide di prendersi una pausa lunga, beh lunga, non tantissimo: arriva la Nazionale.

Quella rifiutata un anno fa, quando era stato chiamato da Gravina, ma ha detto no: l’avventura da dirigente romanista era appena iniziata (per finire malissimo, la lite con Gasperini con frecciate, cattiverie, panni sporchi lavati in diretta tv, insomma per una volta anche Ranieri è finito in fuorigioco).


Stavolta non ha potuto dire no. E via, nuova avventura, anche a quasi 75 anni si vogliono provare emozioni. E si riparte sempre da dove non si è mai stati.
Catanzaro
Qui il finale. Ranieri dopo tanto girar arriva in azzurro, sfiorato, e farà il dirigente. Ma la sua è una storia che inizia tanti, tanti anni fa. Perché lo chiamano core di Roma, ma il realtà il suo cuore è a Catanzaro. Ama raccontare di quegli anni, era la sua provincia felice. Cita spesso Massimino Palanca detto “O Rei”, del suo piccolo e delizioso piede mancino specialista dei gol direttamente da calcio d’angolo. I suoi amici sono ancora lì. Le sue vacanze sono ancora lì. Racconta di Di Marzio che inondava d’acqua il campo zona calcio d’angolo quando arrivavano Inter e Juventus.
Cagliari
Il suo cuore è anche Cagliari. Dice sempre: se Catanzaro è un pezzo di vita, Cagliari e Roma sono le sue squadre. E in Sardegna è stato, ha allenato, è tornato, ha fatto come sempre l’aggiustatore, soprannome che si è guadagnato perché chiamato spesso in corsa a risolvere problemi.
Leicester e il Mondo
Se nella storia del calcio, Ranieri rimarrà sempre l’allenatore del Leicester che vince la Premier da underdog, l’uomo del miracolo sportivo senza uso retorico della parola miracolo, nella sua carriera iniziata a nemmeno 40 anni con il miracolo del doppio salto dalla C1 alla A con il Cagliari.

E diventa lo specialista. 1993-94: promozione con la Fiorentina dalla B alla A. 2012-13: in Francia con il Monaco. E 2022-23: ancora con il Cagliari. Ha allenato in Inghilterra in Spagna in Francia in Grecia. Dopo l’impresa con il Leicester che lo ha consegnato alla storia del calcio non ha lasciato, ha fatto molti giri ed è tornato a dove lo ha sempre portato il cuore: prima Cagliari, poi Roma. Ma non è tempo di chiudere, nella vita di Ranieri quando sembra arrivato il momento di fermarsi ci sono i tempi supplementari.
Source link




