Puglia

Bari, così dagli Strisciuglio partì l’ordine di uccidere Lello Capriati

Mentre si attende che vengano fissate le convalide dei fermi di Dylan Capriati, Aldo Lagioia e Michele Morelli, portati ieri (5 maggio) in carcere e ritenuti gli assassini di Filippo Scavo, ucciso il 19 aprile scorso nel Divine club di Bisceglie, nuovi elementi emergono dalle indagini parallele sul delitto di Lello Capriati, ammazzato da 4 colpi di pistola il 1 aprile 2024. I due omicidi sono strettamente collegati, essendo quello di Scavo, secondo gli investigatori, la risposta a quello di Lello Capriati, nipote dello storico boss di Bari vecchia Tonino. Secondo quanto ricostruito dalla Dda di Bari, Lello avrebbe tentato di mettere pace tra i figli e i giovanissimi del clan Strisciuglio, ma la tregua sarebbe stata rotta proprio dai suoi figli, Christian e Bino che il 29 marzo 2024, due giorni prima del delitto erano andati a sparare a Carbonara, feudo degli Strisciuglio, con l’intento di uccidere Scavo e ferendo invece due ragazzi.

Proprio di questa circostanza parla al telefono un detenuto che in carcere ha saputo quello che è accaduto: “Il ragazzo di Capriati è andato a sparare in mezzo all’era, al ragazzo di Uecchion, al ragazzo, a quello proprio sono andati, questo Uecchion dice che è il ragazzo di Gino la luna”, intendendo  il boss Sigismondo Strisciuglio, anche noto come Gino La Luna. E poi aggiorna suo fratello in merito alla decisione presa dal clan Strisciuglio, di colpire duramente i rivali e, per usare lo stesso metro, nella loro roccaforte del borgo antico di Bari. Infatti, sostiene che gli Strisciuglio, dopo un primo vano tentativo di colpire i rivali nella città vecchia, a distanza di un solo giorno dalla sparatoria patita a Carbonara, si stavano già organizzando per portare avanti quella che definisce la terza guerra mondiale: “Quelli si stanno ad organizzare loro, che devono andare loro là… dice che sono andati già sabato e non li hanno trovati a quelli, sono andati sabato questo a Bari vecchia e non ci stava nessuno di quelli…”.  Ma va oltre e indica nel capoclan Sigismondo Strisciuglio colui che avrebbe dato a Gianluca Marinelli, arrestato ieri, l’ordine di uccidere Lello Capriati: “I ragazzini, i figli di 20 anni, quelli sono cornuti, quelli non si possono vedere a ballare, si trovano a ballare e si litigano. Dice che hanno detto: mò ci siamo cacati il cazzo, basta a fare la pace. Fu proprio quello il mamastrone che diede l’ordine, lui fu che disse: prendetelo e andate al padre, non me ne frega niente, vedete voi come dovete fare”.




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