Trentino Alto Adige/Suedtirol

Assegno di cura, la denuncia: «Troppa burocrazia» – Cronaca



BOLZANO. Le famiglie protestano con lettere e telefonate al giornale: «Le nuove regole sull’assegno di cura per pazienti con demenza sono più semplici, è vero, ma solo sulla carta. Di fatto stiamo continuando a fare la stessa fatica di sempre». Ulrich Seitz – presidente dell’Associazione Alzheimer – dice che servono linee guida chiare perchè c’è troppa confusione visto che la novità vale per le nuove richieste, per quelle già presentate con diagnosi di demenza fatta dopo il primo ottobre 2025 che non sono state valutate dai team.

Ma troppi non l’hanno capito. «Il peggioramento delle condizioni dell’assistito poi resta questione centrale – dice. Le famiglie credono che basti un certificato della Memory clinic per risolvere ogni questione ma non è sempre così. I familiari devono comunque passare dal patronato e temo che non tutti siano in grado di offrire risposte corrette. Mi sto muovendo con i due assessorati di riferimento (Rosmarie Pamer, Sociale e Hubert Messner, Sanità) perchè è mia intenzione aprire uno sportello in grado di dare una mano concreta ai cittadini che stanno soffocando a causa di una burocrazia astrusa e complicata. In tutto questo le attese per il peggioramento delle condizioni dell’assistito oggi sono salite a 11 mesi».

La svolta annunciata

In Alto Adige – aveva detto a fine aprile l’assessora al Sociale Rosmarie Pamer – i tempi per ricevere l’assegno di cura sono lunghi. «Da 4 a 11 mesi a seconda della zona». A Bolzano l’attesa arriva ad un anno. «Non prometto soluzioni dall’oggi al domani ma siamo sulla buona strada. Da subito, intanto, facilitiamo la vita alle persone con demenza, circa 5 mila in tutto l’Alto Adige con 1.300 malati in più l’anno. Chi ha in mano la diagnosi di una delle 4 Memory clinic dell’Asl, non sarà soggetto ad ulteriore visita dei team di valutazione».

Sempre ricordando che la Memory assegna i primi tre livelli per ottenere il quarto occorre avanzare precisa richiesta.

Le famiglie: «Un’odissea»

La teoria appare semplice, la realtà è un’altra. Molto più complicata. Le famiglie parlano di odissea e ostacoli ingiusti. «Mia madre è 100% invalida – scrive una lettrice – e percepisce l’assegno di primo livello, pari a circa 590 euro mensili.

Il team della Memory ha più volte consigliato di richiedere l’aggravamento per poter gestire meglio la situazione che è in costante declino. Ho fatto presente che, teoricamente, dato che la mamma arriva con la loro relazione, non dovrebbe attendere il colloquio. Ma mi è stato risposto che per entrare nella procedura nuova delle demenze bisogna rifare tutta la domanda e la trafila attraverso il Caf. Sono veramente sconsolata, stanca ma anche arrabbiata per come viene gestito il caso che, sicuramente, non riguarderà solo noi».

La lettrice sottolinea – tra le altre cose – la mancanza di un modulo aggiornato. «Anche mia mamma – scrive un’altra lettrice – è affetta da demenza e anche mia mamma è seguita dalla Memory Clinic. Sono passati quasi 6 anni da quando, a fine 2020, una Tac accertò i primi segnali di deterioramento cognitivo (non ancora demenza conclamata). Solo lo scorso agosto, in seguito alla visita/valutazione annuale di controllo, venne riscontrato un effettivo peggioramento cognitivo, emessa diagnosi di demenza lieve e suggerito di presentare domanda per la rivalutazione dell’assegno di cura (attualmente al primo livello) affinché possa essere garantita a mia mamma una migliore assistenza domiciliare. Ad inizio novembre 2025 presento quindi all’Ufficio valutazione della non autosufficienza (tramite patronato Inca) la domanda di rivalutazione del livello assistenziale. A fine aprile – continua – vengo a sapere che la giunta provinciale ha introdotto con delibera procedure più snelle e agevolate per i pazienti con diagnosi degenerative come la demenza. Contatto quindi l’Ufficio valutazione della non autosufficienza per capire a che punto sia la mia pratica di rivalutazione e se questa nuova delibera abbia effetto anche sulle richieste già inoltrate. Apprendo, purtroppo, che Il referto medico emesso dalla Memory clinic a settembre 2025 non ha i requisiti richiesti per accedere d’ufficio al livello superiore e che i tempi di attesa nella zona Europa/Novacella (dove vive mia mamma) risultano ancora molto lunghi (ad aprile 2026 vengono concordati appuntamenti per domande pervenute in maggio 2025). Sono avvilita – chiude – e scoraggiata».




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