Toscana

Due narrazioni opposte dalla stessa amministrazione


Il Partito democratico di Sansepolcro punta il dito contro quello che definisce un “contrasto stridente tra due narrazioni della stessa amministrazione comunale sulla sicurezza in città”. Da un lato il comunicato diffuso dopo i recenti episodi di violenza, in cui si affermava che “la misura è colma” e si invocavano interventi drastici. Dall’altro la risposta del sindaco in consiglio comunale, che ha restituito l’immagine di una città sostanzialmente tranquilla.

Il sindaco in aula: città sicura e investimenti in videosorveglianza

Rispondendo all’interrogazione del Partito democratico, il sindaco ha ricordato che, secondo i dati della prefettura, Sansepolcro sarebbe una delle realtà più sicure della provincia. Ha illustrato gli organici delle forze dell’ordine presenti sul territorio, ha annunciato l’arrivo di nuovi agenti del commissariato e ha elencato gli investimenti effettuati in videosorveglianza, i bandi ottenuti e il potenziamento della rete di telecamere. Sul tema della vitalità del centro storico ha sostenuto che la città è “abbastanza viva”, citando gli eventi organizzati e le proteste di alcuni residenti per il rumore.

Il nodo politico sollevato dal Pd

Secondo il Partito democratico, l’interrogazione non nasceva per mettere in discussione il lavoro delle forze dell’ordine né per alimentare allarmismi, ma per conoscere il bilancio delle politiche comunali sulla sicurezza urbana dopo cinque anni di mandato e la strategia che l’amministrazione intende perseguire. La risposta del sindaco, osserva il Pd, ha finito per raccontare una realtà “profondamente diversa” rispetto a quella descritta nel comunicato diffuso dopo i recenti episodi di violenza. “Le due narrazioni faticano a convivere”, scrive il partito in una nota.

Sicurezza urbana: non solo ordine pubblico

Il Partito democratico sottolinea che la sicurezza urbana non coincide soltanto con l’ordine pubblico. Telecamere, pattuglie e controlli sono strumenti indispensabili, ma da soli non bastano. “Un centro storico sicuro è anche un centro storico vissuto”, si legge nella nota, in cui si argomenta che commercio, cultura, socialità, associazionismo e qualità degli spazi pubblici contribuiscono a creare quella presenza diffusa di persone che rappresenta “il primo presidio contro degrado e microcriminalità”. Per questo, secondo il Pd, l’interrogazione chiedeva quale idea di sicurezza urbana abbia guidato l’azione amministrativa in questi cinque anni, non soltanto quante telecamere siano state installate o a quanti bandi il comune abbia partecipato.

Il dibattito in consiglio ha così messo a confronto, secondo il Partito democratico, “due rappresentazioni della stessa città provenienti dalla medesima amministrazione”: quella preoccupata del comunicato stampa e quella rassicurante illustrata dal sindaco in aula. La domanda che il Pd lascia aperta è quale sia “la fotografia reale della situazione” e quale strategia intenda seguire il comune “per garantire ai cittadini una sicurezza che sia fatta non solo di controllo, ma anche di una città viva, partecipata e capace di presidiare se stessa”.


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