Ascoli, violenza sessuale su una studentessa 17enne, prof (di 31 anni) ai domiciliari si difende: «Era solo un corteggiamento»
ASCOLI – È accusato di violenza sessuale e stalking nei confronti di una studentessa di 17 anni il professore ascolano di 31 anni arrestato dai carabinieri al termine di un’attività investigativa avviata dopo la denuncia della ragazza. Il docente insegna materie scientifiche in un istituto superiore del Nord delle Marche, frequentato dalla giovane e i fatti contestati sarebbero avvenuti nel corso dello scorso anno scolastico. La vicenda è emersa nei mesi scorsi, quando la studentessa, accompagnata dai genitori, si è rivolta ai carabinieri per riferire quanto sarebbe accaduto in almeno due occasioni.
Il racconto
La ragazza avrebbe raccontato ai militari di essere stata destinataria di comportamenti e attenzioni ritenuti molesti da parte del professore. Una denuncia che ha fatto scattare gli accertamenti dell’Arma, impegnata per diverso tempo nella ricerca di riscontri in grado di verificare il contenuto delle dichiarazioni e di ricostruire con precisione quanto sarebbe accaduto. Un’indagine lunga e meticolosa, condotta con l’intento di raccogliere gli elementi ritenuti utili a fare chiarezza sulla vicenda e a valutare la rilevanza penale dei comportamenti segnalati. Parallelamente, anche l’istituto scolastico, secondo quanto si apprende, avrebbe avviato un procedimento interno per verificare eventuali elementi relativi alla condotta del docente. Al termine degli accertamenti è quindi scattato l’arresto del 31enne al quale sono state formalizzate le accuse di violenza sessuale e stalking nei confronti della ragazza minorenne. Il giudice per le indagini preliminari ha pertanto disposto nei suoi confronti la misura degli arresti domiciliari.
L’interrogatorio
Il professore, assistito dal difensore di fiducia, l’avvocato Umberto Gramenzi, è stato quindi ascoltato dagli inquirenti. Nel corso dell’interrogatorio il docente ha fornito la propria versione dei fatti, sostenendo la necessità di contestualizzare gli episodi che gli vengono attribuiti. L’insegnante avrebbe inoltre ridimensionato la portata dei propri comportamenti, sostenendo che le attenzioni rivolte alla studentessa fossero da ricondurre a un tentativo di corteggiamento e non a una condotta riconducibile alla violenza sessuale contestata dagli inquirenti. Al termine dell’interrogatorio il giudice per le indagini preliminari si è riservato di decidere sulla richiesta avanzata dal difensore di revocare o modificare la misura cautelare e consentire al docente di tornare in libertà. La decisione è ora attesa mentre proseguono gli accertamenti sul caso, nel quale dovranno essere chiariti tutti gli aspetti della vicenda e valutati gli elementi raccolti durante l’indagine.




