Marche

Ascolano condannato per stalking, la Cassazione annulla le sentenze. Il processo è da rifare

ASCOLI Nel 2021 una giovane donna, al termine di una relazione sentimentale, riuscì a chiedere aiuto in modo drammatico e silenzioso: fece scivolare un biglietto sotto la porta della propria abitazione che fu notato da alcuni vicini che fecero scattare l’allarme e portò all’intervento delle forze dell’ordine, consentendo di mettere in sicurezza la donna.

Le indagini

Da lì partirono le indagini che portarono all’arresto di un 49enne ascolano, difeso dall’avvocato Umberto Gramenzi, poi riconosciuto colpevole in primo grado e condannato a 6 anni e 8 mesi per stalking, violenza privata, violazione di domicilio e sequestro di persona. Secondo l’impianto accusatorio, l’uomo avrebbe posto in essere, in un arco temporale prolungato, una serie di condotte persecutorie e violente, caratterizzate da minacce, aggressioni e un controllo costante della vittima, fino a condizionarne pesantemente la vita quotidiana. La donna, in stato di forte paura e soggezione, sarebbe stata costretta a modificare radicalmente le proprie abitudini, arrivando anche a isolarsi e a interrompere rapporti sociali e lavorativi. Le condotte contestate comprendevano anche episodi di coercizione e spostamenti forzati, oltre a pressioni esercitate su familiari e conoscenti della vittima. La vicenda, ricostruita dagli inquirenti attraverso denunce e riscontri investigativi, aveva già trovato conferma in primo grado e successivamente anche in appello, con la condanna dell’imputato.

La svolta

Il caso, tuttavia, ha subito una svolta in sede di legittimità: la Corte di cassazione ha infatti annullato sia la sentenza di primo grado sia quella d’appello, disponendo il rinvio degli atti al tribunale di Ascoli per un nuovo giudizio. I giudici hanno quindi azzerato l’intero impianto decisorio, rinviando la vicenda a una nuova valutazione. Per il 49enne si aprirà così un nuovo processo, nel quale verrà riesaminato l’intero quadro accusatorio. Una vicenda giudiziaria complessa che riparte da capo, mentre restano agli atti le originarie denunce e la ricostruzione dei fatti che aveva portato alle precedenti condanne.




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