Animatore della parrocchia malmenato a Cumiana: “Sentivo botte da ogni parte”. Denunciati 4 ragazzi

Hanno tra i 18 e i 20 anni i quattro ragazzi che sabato 2 maggio hanno preso a calci e pugni Fabrizio Carminati, animatore ventenne della parrocchia di Cumiana, nel Pinerolese. I carabinieri li hanno rintracciati in meno di due settimane e li hanno denunciati per lesioni personali e violenza aggravata in concorso.
«Sentivo botte da ogni direzione» aveva raccontato Fabrizio dopo l’aggressione, avvenuta nel centro del paese di sabato pomeriggio. Erano le 16.30 quando il giovane animatore era arrivato in auto in piazza Martiri del 3 aprile, affollata di famiglie al parco e di clienti della storica farmacia Ruffino (che festeggiava i 40 anni di attività): «Io volevo solo uscire con i miei amici» si era sfogato in lacrime con il parroco di Cumiana, don Carlo Pizzocaro.
La vittima aveva spiegato che i quattro ragazzi lo avevano insultato perché, a sentire loro, aveva parcheggiato l’auto troppo vicino ai loro scooter. Lui non aveva reagito e aveva spostato l’auto ma loro lo avevano seguito e accerchiato con i motorini, sgommandogli sempre più vicino. Una scena in stile Gomorra sotto gli occhi di mezzo paese. Gli aggressori erano poi riusciti a scappare prima che arrivassero carabinieri e ambulanza del 118, che aveva portato il ventenne all’ospedale di Pinerolo: Carminati era stato dimesso dopo due giorni con il naso rotto, due denti scheggiati e una prognosi di trenta giorni.
Per risalire ai responsabili, i carabinieri hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza del Comune e dei negozi, oltre a sentire i testimoni: «Gli amici di Fabrizio erano spaventati e hanno parlato in modo molto vago, anche perché in piazza c’erano delle ragazzine “mandate” dagli aggressori: stavano filmando chi parlava con i carabinieri» aveva spiegato ancora il parroco. I quattro denunciati sono noti alle forze dell’ordine: sarebbero gli stessi che, tra maggio e giugno 2024, avevano prima imbrattato i muri del centro pastorale della parrocchia e poi ucciso a sassate una delle 120 tartarughe che popolano il laghetto di piazza Martiri. Anche per questo, il giorno dopo l’aggressione, don Pizzocaro era stato duro durante l’omelia in chiesa: «Mi auguro che stavolta la giustizia faccia il suo corso e ponga fine all’operato e alla presenza di questo branco di bestie, che toglie pace al nostro paese e sfigura il volto di tutti i giovani». Ora i carabinieri, con una nota, rivendicano «la risposta tempestiva che ha permesso di chiudere il cerchio attorno ai responsabili in soli dodici giorni. L’operazione lancia un segnale di fermezza contro gli episodi di movida violenta e i reati commessi da soggetti già noti alle forze dell’ordine nella zona del Pinerolese».
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