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Anguria, polpo e triangolo al bando: la lista nera dei Servizi tedeschi sui simboli degli estremisti ProPal

In Germania, a quasi tre anni dalla ripresa del conflitto in Medioriente, si continua a ragionare sul nuovo antisemitismo, un fenomeno che dopo il 7 ottobre 2023 ha preso vigore ma c’è sempre stato sotto le ceneri. Questo è un problema però diffuso in tutta Europa, che non risparmia nemmeno l’Italia, dove l’antisionismo cerca di dare una veste più accettabile all’antisemitismo. Per ovvi motivi, il Paese tedesco è molto attento in tal senso e monitora con intransigenza i fenomeni correlati, per questo motivo il report stilato dall’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BfV) sta facendo molto discutere, nello specifico perché dedica una parte consistente ai gruppi filo-palestinesi di stampo non religioso, fornendo informazioni sulle forme di solidarietà alla Palestina che l’autorità valuta come estremiste.

“Soprattutto a Berlino si è formato un nucleo duro, composto in parte rilevante da persone e gruppi estremisti”, si legge nell’informativa, sottolineando che durante questi eventi si utilizzano spesso “espressioni o rappresentazioni con contenuti anti-israeliani e, in parte, anche antisemiti”. Nel documenti si sottolinea come le politiche di Israele nei confronti della popolazione israeliana vengano proiettate sui soggetti di religione ebraica, a prescindere perfino dal loro passaporto, “a causa dell’impronta ebraica di Israele”. Questa deriva estremista dei gruppi filo-palestinesi secolarizzati si sta incontrando con l’estrema sinistra, destando qualche ulteriore preoccupazione. L’antisemitismo, nel documento dell’Ufficio federale per la protezione della Costizione, viene definito come “atteggiamenti di rifiuto, ostili o violenti nei confronti di ebrei o di persone percepite come tali”. Nel frattempo l’Assia ha già presentato una mozione al Bundesrat per rendere punibile la negazione del diritto all’esistenza dello Stato di Israele sottolineando, per voce del ministro della giustizia dell’Assia, Christian Heinz, esponente della Cdu, che la critica all’operato del governo israeliano rimarrebbe ovviamente legittima, anche se questa proposta di legge dovesse essere approvata.

La BfV nel suo rapporto ha evidenziato anche l’utilizzo di determinati simboli, noti anche nel nostro Paese, che identificherebbero l’estremismo laico filo-palestinese: l’anguria tagliata (che richiama i colori della bandiera palestinese) quando questa riproduce il profilo dello Stato di Israele e il triangolo rosso, che è apparso nei video di propaganda delle brigate al-Qassam, l’ala militare di Hamas, per indicare gli obiettivi degli attacchi. Ma la BfV ha inserito in questo elenco anche il polpo, che rappresenterebbe il simbolo di una presunta “cospirazione mondiale ebraica”, come si legge in un nuovo opuscolo di 80 pagine.

Ma c’è anche lo slogan “Palestina libera dal fiume al mare” o, inglese, “From the river to sea Palestine will be free”, già oggetto di una determinazione da parte del tribunale, secondo il quale è da considerarsi problematico solo se si riferisce chiaramente all’organizzazione islamista Hamas, vietata in Germania in quanto terroristica.


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