Liguria

Nasce il Festival della Valle del Tempo: Avegno, Uscio e Recco insieme


Recco. Il tempo cambia. E anche il FestivalTempo che diventa nel 2026 Festival della Valle del Tempo. Un appuntamento che cresce e racconta una visione più ampia: non più solo un evento, ma un progetto culturale diffuso, capace di valorizzare un territorio e la sua identità mettendo il tempo al centro. La rassegna si svolgerà tra il 25 settembre e il 4 ottobre, ma già il 28 maggio ci sarà spazio per un’anteprima con conferenza sugli orologi di lusso, mentre l’8 di giugno arriverà la Celebrazione dei 120 anni della Colonia Arnaldi. In tutte le occasioni protagonisti saranno studiosi, ricercatori, donne e uomini dello spettacolo, artisti e scrittori. E sarà facile battere il record stabilito nel 2025 quando erano andati in scena ben 23 appuntamenti in tre giorni, con 33 ospiti. E quando la rassegna è stata seguita in presenza da 3.300 persone che hanno prenotato e seguito poi i vari dibattiti. L’occupazione media della sala è stata del 90% con metà degli eventi che hanno totalizzato il sold-out.

Anche quest’anno ci saranno grandi nomi e nei prossimi giorni sarà completata la scaletta. A inaugurare il Festival, nel pomeriggio del 25 settembre, il fisico dell’università di Pisa e del Cern, Guido Tonelli, con una lectio magistralis, dal titolo “Tempo. Il sogno di uccidere Chronos”. Noto, fra l’altro, per aver contribuito alla scoperta del bosone di Higgins, Guido Tonelli lo scorso anno è stato protagonista al Festival della Scienza dell’evento ufficiale di apertura della prestigiosa manifestazione.

Quest’anno l’evento, oltre a Uscio, si allarga ai comuni di Avegno e Recco. Come spiega Riccardo Grozio, direttore artistico del Festival della Valle del Tempo: «Non solo un’estensione geografica, ma un più forte radicamento territoriale che a partire dalla tradizionale produzione di orologi e di campane valorizza l’intero comprensorio all’insegna della autenticità e della lentezza. Per ritrovare il “tempo perduto”. Il passaggio da FestivalTempo a Festival della Valle del Tempo racconta una visione più ampia: non più solo un evento, ma un progetto culturale diffuso, capace di valorizzare un territorio e la sua identità mettendo il tempo al centro. Dopo le prime edizioni che hanno visto protagonista Uscio — paese simbolo della tradizione degli orologi da torre — il Festival coinvolgerà Avegno e Recco. Un’estensione geografica che riflette un radicamento ancora più profondo nella cosiddetta “Valle del Tempo”, un’area unica dove storia, artigianato e cultura si intrecciano da secoli. Qui il tempo non è solo un tema: è identità. È racconto. È materia viva. Dalla produzione storica di orologi e campane fino ai percorsi naturalistici e alle esperienze culturali, tutto invita a rallentare e a riscoprire una dimensione più autentica dell’esistenza». In un’epoca dominata dalla velocità e da un eterno presente, il Festival si propone come uno spazio di riflessione e di esperienza. Un invito a fermarsi, osservare e — perché no — ritrovare quel “tempo perduto” di cui abbiamo sempre più bisogno.




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