Cabinovia, i comitati si smarcano e rifiutano l’incontro con Coppola: “Serve un vero percorso di partecipazione”

Genova. Si infiamma il dibattito sulla cabinovia in Valbisagno. Dopo la commissione consigliare dedicata, svoltasi ieri pomeriggio a Palazzo Tursi, la Rete Genove dei comitati si “smarca” definitivamente dal percorso intrapreso dalla giunta, dopo aver portato in Sala Rossa la propria contrarietà al “metodo” con cui si è iniziato questo (lungo) dibattito sull’opera.
“La Rete Genovese comunica che ha rifiutato l’invito all’ incontro con il prof. Coppola, coerentemente con quanto richiesto ieri in Commissione – si legge nella nota stampa – di fermare il più presto possibile l’iter dello studio del Politecnico di Milano per mettere in campo un vero percorso di partecipazione”. Percorsi di partecipazione che i comitati hanno messo nero su bianco in un documento che è stato consegnato alla stessa sindaca Silvia Salis
“Se, durante le varie fasi del percorso partecipato, emergesse l’interesse della cittadinanza alla soluzione funivia, la Rete sarà lieta di dare il suo contributo – continua il comunicato – Il documento è stato elaborato dal gruppo di lavoro della Rete che si occupa di partecipazione, fiducioso che le numerose dichiarazioni di promuovere ascolto e partecipazione promesse in campagna elettorale e l’istituzione di un Assessorato alla Partecipazione, si concretizzino in azioni reali”.
Ieri, durante la commissione, dopo la presentazione del professor Coppola, la Rete Genovese, aveva già anticipato il tema, per voce di Raffaella Capponi, presente a Tursi tra gli auditi: “I gruppi della Val Bisagno, che fanno parte della Rete Genovese, hanno contestato per anni il progetto dei 4 assi di forza, che ha tra i suoi obiettivi principali, quello di ridimensionare il servizio con il taglio di ben un milione di km all’anno, e che ha portato all’esproprio di una trentina di famiglie – ha detto in aula, leggendo lo statement della Rete – si sono opposti fermamente anche al terribile progetto dello skymetro, che avrebbe portato conseguenze devastanti per tutta la valle. Ora ci ritroviamo a impiegare tempo e risorse per opporci a un possibile progetto altrettanto irricevibile, proposto da una giunta che credevamo dalla parte dei cittadini. Abbiamo sentito parecchi politici parlare di percorso partecipato: ma la partecipazione parte dal basso, dai territori e dai cittadini che in questi territori vivono. Non si fa fare arbitrariamente uno studio per poi presentarlo in Comune, poi nei Municipi e, infine, ai cittadini: questa non è partecipazione. Se poi i cittadini dicono che la soluzione funivia non piace allora si scaricherà su di loro la mancata soluzione sulla mobilità in Val Bisagno?”.




