Accoglienza, lavoratori San Carlo ancora senza stipendio e 300 migranti nel limbo delle strutture commissariate

Genova. Sconcerto e preoccupazione percorrono i volti di operatrici, operatori e utenti dei centri di accoglienza Cdp che ospitano circa 300 migranti a Genova (Comunità minori, Camaldoli, Arte, Serenella e Padiglione 7). Niente salario, niente servizi.
In questo contesto si è svolta oggi a Genova una conferenza stampa indetta da Uiltucs Liguria sulla vertenza delle lavoratrici e dei lavoratori della Cooperativa San Carlo Onlus, commissariata dalla Prefettura di Genova nel mese di aprile. Nonostante il commissariamento della cooperativa San Carlo, avvenuto per mano prefettizia, lavoratori e migranti versano ancora in condizioni di precarietà, tra pagamenti a singhiozzo e servizi non erogati. “Uiltucs Liguria è costretta a certificare che, al momento, non ci sono le risorse per portare avanti il servizio. Un problema enorme”.
“Solo un mese fa Uiltucs Liguria aveva denunciato lo stato di indigenza di lavoratrici e lavoratori della cooperativa, nonché delle difficoltà dell’utenza già fragile e provata. Ad oggi la situazione non sembra essere cambiata, anzi. – spiegano il segretario generale Uiltucs Liguria Marco Callegari e la segretaria regionale Uiltucs Liguria Cristina D’Ambrosio – Gli operatori sono senza stipendio: mancano marzo e aprile, e non ci sono notizie sui mesi successivi. Da una recente riunione con i commissari non ci è stata fornita alcuna certezza sui tempi di pagamento. Forse a giugno, ma la verità è una: l’incertezza regna sovrana. A mancare è tutto: carburante per la manutenzione, per gli spostamenti degli operatori, per il trasporto dei rifiuti che devono essere conferiti e persistono inoltre le difficoltà con il sistema fognario. L’igiene è a rischio. Escludendo i pasti, l’utenza è in difficoltà perché il servizio non viene erogato. A non essere garantite sono le risorse per i mezzi di trasporto dei ragazzi, i pocket money, le visite mediche specialistiche e nulla viene distribuito sul fronte del vestiario”.
“Questa non è l’accoglienza degna di un Paese civile e questo non è il trattamento che devono ricevere le lavoratrici e i lavoratori impegnati in un ambito così importante per la società. Ci chiediamo quale futuro possono avere i Cas e come intendano intervenire le istituzioni – chiudono Callegari e D’Ambrosio – Tutto tace, addirittura non sappiamo nemmeno se il bando per l’assegnazione del servizio ad altri soggetti sia stato chiuso o meno”.
La Uiltucs Liguria lancia forte il messaggio: “Siamo pronti ad ogni azione necessaria per la salvaguardia dell’occupazione, dei diritti delle circa 50 lavoratrici e dei lavoratori e della dignità dei migranti che stanno vivendo in condizioni critiche”




