Allo stadio per la maglia, contro la società

Contestare la società continuando però a sostenere il Chieti dagli spalti. È la linea scelta dalla Curva Volpi nel momento forse più difficile degli ultimi anni per il calcio neroverde. Dopo settimane di silenzio, gli ultras spiegano perché saranno presenti anche domenica, in occasione della prima giornata del campionato di Eccellenza contro il San Giovanni Teatino.
«La Curva Volpi ha scelto con coraggio e coerenza di difendere la storia del Chieti Calcio 1922, l’unica squadra cittadina che ci rappresenta», si legge nel documento diffuso dai tifosi.
Una presa di posizione che arriva al termine di un’estate tormentata. Il Chieti è retrocesso dalla serie D dopo una stagione segnata anche dagli 11 punti di penalizzazione inflitti dalla giustizia sportiva. Il club ha comunque formalizzato l’iscrizione all’Eccellenza, ma ad agosto il Comune parlava ancora di uno «stallo operativo» e di una situazione debitoria stimata in almeno un milione e mezzo di euro.
Anche il passaggio di proprietà è rimasto a lungo un’incognita. A luglio Alessandro Nuccilli aveva annunciato l’intenzione di acquisire il club, ma dopo un incontro in Comune il sindaco Giovanni Legnini aveva precisato che non risultavano sottoscritti né un accordo preliminare né un contratto definitivo. Nelle settimane successive è arrivato Stefano Giammarioli nel ruolo di direttore generale, mentre sono proseguiti i contatti alla ricerca di una soluzione societaria.
Sul campo il Chieti è ripartito praticamente da zero. Il tecnico Roberto Vagnoni ha dovuto lavorare con una rosa costruita in tempi strettissimi e composta inizialmente soprattutto da ragazzi molto giovani. Nella prima sfida ufficiale di Coppa Italia contro la Torrese i neroverdi hanno perso 2-1; nel ritorno è arrivato il 4-0 che ha sancito l’eliminazione. Il direttore sportivo della Torrese Davide Di Gianluca aveva sottolineato come nell’undici teatino fossero scesi in campo praticamente soltanto under tra il 2006 e il 2008.
È in questo scenario che la Curva Volpi rivendica la propria scelta. «In queste settimane difficili siamo stati in silenzio, non abbiamo risposto alle polemiche divampate in città e non ci siamo lasciati prendere dallo sconforto. Siamo stati al nostro posto nelle due partite di Coppa Italia e lo saremo anche domenica».
Gli ultras chiedono che venga rispettata la loro decisione: «Chi non vuole è libero di farlo, ma non veniteci a fare la lezioncina di come gestire la curva. Sappiamo quello che facciamo».
Il sostegno alla squadra, però, non significa una riconciliazione con l’attuale società. Anzi, la contestazione resta netta.
«Non cambia il nostro pensiero: questa società indegna deve andarsene e la contesteremo ancora più di prima, ma da dentro lo stadio e ovunque giocherà il nostro Chieti», afferma la Curva.
Dietro la scelta c’è soprattutto la volontà di separare la proprietà dalla storia sportiva della squadra. «“Chieti siamo noi” non è un semplice slogan ma è un motivo di vita», scrivono i tifosi, che richiamano anche «il sogno di decine di bambini che indossano con gioia i nostri colori».
La posizione assume un significato ancora maggiore in un’estate nella quale in città si è aperto anche il confronto sull’identità neroverde e sulla presenza di altre realtà calcistiche. Lo stesso Chieti FC 1922, a luglio, aveva rivendicato pubblicamente la propria storia ultracentenaria rispetto al New Città di Chieti Bucchianico.
Domenica, intanto, inizierà il campionato. Il Chieti affronterà il San Giovanni Teatino nella prima giornata di Eccellenza, con calcio d’inizio posticipato alle 16.30. Per la Curva Volpi sarà un’altra giornata di contestazione alla società, ma anche di sostegno alla squadra.
Il messaggio finale degli ultras riassume la posizione: «Niente per questa società, tutto per la maglia e per la nostra città».
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