Umbria

allevatrice condannata per invasione di campo


Una pensionata di 80 anni è stata condannata per pascolo abusivo dal giudice di pace di Perugia. Secondo quanto ricostruito dagli atti del procedimento, trasmessi dalla Procura della Repubblica e dai Carabinieri Forestali, l’anziana avrebbe abbandonato al pascolo venti mucche, più un torello, nel fondo della vicina, un’imprenditrice cinquantottenne che gestisce un’azienda agricola alla periferia di Perugia.

La sentenza ha disposto per l’imputata una multa di 500 euro, una provvisionale di 1.000 euro a favore della parte offesa e il pagamento di 2.000 euro per spese legali.

La vicenda inizia il 27 ottobre del 2021, intorno alle 11.30, quando l’imprenditrice, assistita dal fattore della sua azienda agricola, un dottore agronomo, si era recata a controllare due appezzamenti adibiti a erbai, situati nella zona sud della sua proprietà, nella zona di Ponte Pattoli.

Arrivata sul posto, la donna aveva trovato circa venti mucche, un torello e tre cani da pastore, due maremmani bianchi e un meticcio bianco e nero. I bovini erano intenti a brucare e calpestare l’erba del suo erbaio. Nessun pastore era presente e gli animali risultano incustoditi.

Sul posto, la proprietaria del fondo scattava alcune fotografie e un breve video, poi consegnati ai Carabinieri Forestali. In particolare, una delle immagini mostrava chiaramente la marca auricolare di un bovino, elemento che si è rivelato decisivo per risalire alla proprietaria degli animali.

La stessa mattina, la donna contattava poi la centrale operativa 112 e una pattuglia della Stazione Carabinieri Forestale di Perugia, interveniva sul posto intorno alle 13. Nel verbale di servizio, redatto dagli stessi militari, si legge che i bovini erano quasi tutti adagiati a terra, mentre solo due stavano mangiando l’erba del campo. I cani da guardia si erano avvicinati minacciosi ai militari, impedendo un controllo ravvicinato. Per questo, i Carabinieri avevano utilizzato un binocolo per leggere a distanza i numeri identificativi delle marche auricolari, riuscendo a identificare due bovini.

Le successive verifiche all’anagrafe zootecnica avevano confermato che entrambi gli animali appartenevano all’azienda agrozootecnica della pensionata 76enne. Un terzo bovino, fotografato dalla stessa parte offesa, era risultato riconducibile alla medesima proprietà.

Nel verbale di querela, l’imprenditrice aggiungeva un particolare significativo: dopo aver notato le mucche, lei e il suo fattore si erano spostati nell’erbaio adiacente, al confine con la proprietà della vicina, e hanno scoperto tracce di trattore che uscivano dal fondo dell’imputata ed entravano nel suo erbaio. Secondo la denunciante, anche il passaggio del mezzo agricolo aveva danneggiato il terreno coltivato.

Dagli accertamenti successivi emergeva che non esistono recinzioni o delimitazioni tra i due fondi. I terreni della pensionata confinano direttamente con quelli della parte offesa, senza alcuna interruzione fisica. Questa circostanza, emersa sia dalla querela sia dall’annotazione di servizio dei Carabinieri, aveva reso di fatto possibile l’accesso non contrastato degli animali al fondo altrui.

La pensionata, difesa dall’avvocato Rondoni, era quindi citata a giudizio davanti al giudice di pace di Perugia con l’imputazione di abbandono di animali al pascolo nel fondo altrui. La parte offesa, l’imprenditrice 62enne, si è costituita parte civile tramite l’avvocato Francesco Gatti, precisando che in passato si erano già verificati episodi analoghi con animali della stessa azienda confinante.

Il giudice di pace di Perugia ha ritenuto la pensionata colpevole del reato contestato, condannandola a una multa di 500 euro, al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 1.000 euro a favore della parte offesa, quale anticipazione del risarcimento danni e il pagamento delle spese legali.


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