Regione, Schifani rinvia il rimpasto: Faraoni quasi fuori, caos Dc
Doveva essere il giorno del rimpasto. E invece a Palazzo d’Orleans non accadrà nulla, non ci sarà la sfilata di assessori per incassare la nomina e poi correre all’Ars per il giuramento. I partiti della maggioranza litigano al proprio interno, impossibile trovare equilibri fra le correnti a pochi mesi da Politiche e Regionali. Nessuno vuole dare vantaggi a diretti concorrenti. E così tutto è stato rinviato alla prossima settimana.
Preso atto che Fratelli d’Italia non cambierà assessori, sempre per non scardinare il precario equilibrio fra le correnti, ieri Schifani ha chiesto al commissario Luca Sbardella di confermare ufficialmente questa scelta entro l’inizio della prossima settimana. E pure alla Dc il presidente ha dato l’ultimatum: il nome entro lunedì o martedì.
Gli ex cuffariani si sono spaccati. L’asse che fa capo al ragusano Ignazio Abbate, al riberese Carmelo Pace e al siracusano Carlo Auteri punta proprio su Abbate. Ma nella Dc è diffusa la convinzione che questo terzetto sia già in procinto di passare alla Lega. Da qui l’ostilità di chi invece vorrebbe un nome del tutto organico al partito: così sono schizzate le quotazioni di un ritorno di Nuccia Albano all’assessorato al Lavoro. Cioè esattamente sulla stessa poltrona lasciata 4 mesi fa quando Cuffaro finì ai domiciliari.
Se sarà la Albano a tornare, e visto che è scontato che l’Mpa indicherà la gelese Valeria Caci per gli Enti Locali, Schifani avrà almeno risolto il problema delle quote rose. E questo renderebbe più facile trovare un equilibrio dentro Forza Italia. In questo caso ieri sono precipitate ancora più in basso le quotazioni di Daniela Faraoni alla Sanità, tanto più che secondo molti deputati anche lei sarebbe molto più vicina al leghista Sammartino che al partito di Schifani. Tra l’altro per la Faraoni, ex manager dell’Asp di Palermo, si potrebbero aprire le porte dell’ospedale Giglio di Cefalù.
Il punto è chi mettere al posto della Faraoni alla Sanità.
Forza Italia punterà su un altro tecnico scelto però dal gruppo dei deputati.
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