Cultura

ALBUM: Johnny Dynamite – Johnny Dynamite

Credit: Clare Wardlav

Ogni volta che ascolto le canzoni, deliziose, di Johnny Dynamite mi viene in mente la scrittura di Brett Easton Ellis, che spesso nei suoi libri cita brani degli anni ’80. Ma non è solo una questione di citazioni, è proprio una sensazione, una taglio umorale fatto di melodie incalzanti e agrodolci, intrise di bagliori tanti freddi quanto accecanti, di forte romanticismo a tratti anche troppo eccessivo mentre i cuori si spezzano e gli sguardi si perdono senza parole che fungano da calmante, mentre intorno i synth e le drum machine non smettono di spargere darkwave, accentuando un clima che sembra essere accogliente e caldo e invece si dimostra dannatamente malinconico, notturno, quasi da film noir e inevitabilmente drammatico, accentuato dalla voce del nostro, perfettamente a suo agio nel rendere evidente questa sensazione.

Johnny non è un novellino, anzi, è dal 2010 che ce lo vediamo bazzicare sulla scena, in svariati progetti, ma qui sembra essere più a fuoco che mai, complice anche la produzione di Trey Frey dei Korine, con un taglio fose mai così immediato e dritto a centrare il punto melodico.

8 brani che sono, in realtà, 8 potenziali singoli, con dei ritornelli che emergono esaltanti da una fonte che sgorga ricchezze synth-pop che strizzano l’occhio tanto a new wave quanto a un profumo post-punk che aleggia sopra le nostre teste, che però il buon Johnny tiene a bada alla perfezione e mescola ai tanti altri ingredienti, in modo sapiente, per far emergere un animo pop così puro che a tratti viene la pelle d’oca e gli occhi si fanno lucidi.

Se dico che siamo sicuri sicuri nella TOP 10 dell’anno sto esagerando? Credo proprio di no.

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