«Al guidatore l’onere della prova». Ecco cosa può accadere adesso
MACERATA – Scontro tra moto e capriolo, la Cassazione accoglie il ricorso della Regione, il caso torna al Tribunale di Macerata, ma con una precisazione in più. Per ottenere il risarcimento è il conducente (o il proprietario del mezzo) a dover dimostrare che il comportamento dell’animale abbia causato o contribuito a causare l’incidente. L’aspetto è stato messo nero su bianco da una recente sentenza della Corte di Cassazione (pubblicata il 29 maggio scorso) dopo il ricorso presentato dalla Regione Marche.
Il caso
Alla base del contenzioso c’è un incidente avvenuto in una strada della provincia dove un motociclista aveva impattato contro un capriolo che aveva invaso la carreggiata.
La questione relativa al risarcimento era stata inizialmente sollevata davanti al giudice di pace di Macerata che aveva condannato la Regione a risarcire all’automobilista 2.250 euro, più spese legali e interessi.
Ne era seguito un ricorso al Tribunale di Macerata e poi alla Corte di Cassazione. Nell’ultimo grado di giudizio la Regione aveva sollevato tre motivi, due dei quali sono stati accolti.
La Cassazione oltre a stabilire che la pubblica amministrazione competente è responsabile dei danni cagionati dagli animali (le specie selvatiche protette fanno parte del patrimonio indisponibile della Stato) ha però precisato che dev’essere l’automobilista (o il motociclista o il proprietario del mezzo) a dimostrare di avere adottato una condotta di guida diligente e prudente volta ad evitare il danno e che il comportamento dell’animale abbia causato o contribuito a causare l’incidente.
«In mancanza di una adeguata, completa e sufficiente prova, positiva e certa, che il comportamento dell’animale, in correlazione con la condotta di guida del conducente del veicolo, sia stata effettivamente causa, quanto meno concorrente, dell’evento dannoso – sottolinea la Cassazione -, la domanda risarcitoria del conducente e o del proprietario del veicolo non potrà trovare accoglimento, nemmeno parziale». Fondamentali dunque diventano foto, testimonianze e, magari, le immagini registrate da una dashcam.




