>ANSA-FOCUS/ Lettera all’Ue di 11 Paesi europei, ‘limitare i visti ai turisti russi’ – Altre news
(di Mattia Bernardo Bagnoli)
Un’Europa a due velocità, divisa
tra il rigore geopolitico e le crepe della burocrazia interna,
si interroga sulla gestione dei flussi migratori (ovvero i
rifugiati per colpa della guerra) e turistici (dei russi che
vengono in vacanza nell’Ue) legati al conflitto in Ucraina. Il
dibattito si accende su due fronti opposti: la stretta sui visti
turistici per i cittadini russi e il rinnovo della protezione
temporanea per i profughi ucraini, con una potenziale svolta che
coinvolge gli uomini in età di leva.
Undici Paesi europei – guidati dal blocco scandinavo, baltico
e polacco, con l’adesione di Repubblica Ceca e Olanda nonché di
due nazioni extra Ue, Islanda e Norvegia – hanno inviato una
lettera formale all’Alto rappresentante Ue, Kaja Kallas, e al
commissario all’Interno, Magnus Brunner. Il messaggio è netto:
serve una politica restrittiva e uniforme sui visti per i russi.
“È preoccupante vedere turisti russi svagarsi sulle spiagge
europee mentre missili e droni colpiscono i civili in Ucraina”,
denunciano i ministri, sottolineando come la frammentazione
attuale crei un pericoloso “mercato dei visti” che minaccia la
sicurezza dello spazio Schengen.
I dati del Barometro Schengen certificano infatti la
vulnerabilità del sistema: nel 2025 sono stati rilasciati ben
477.878 visti turistici a cittadini russi, molti dei quali a
ingressi multipli. Per i firmatari, questa facilità di accesso
rappresenta una grave lacuna che rischia di “vanificare la
pressione diplomatica ed economica” su Mosca, esponendo l’Europa
al transito di soggetti legati all’apparato militare russo. Come
ad esempio i veterani. La questione è stata affrontata al
Consiglio Affari Interni del Lussemburgo e promette di
trascinarsi. Tra i Paesi ad alta destinazione turistica è stata
la Francia, a quanto si apprende, ad opporsi ad un giro di vite.
Parallelamente, il Consiglio Ue ha affrontato il dossier
ucraino. Il commissario Brunner ha confermato la volontà di
prolungare la protezione temporanea per i rifugiati, ma con
delle modifiche ancora da definire. Kiev, ha ricordato,
caldeggia l’esclusione per gli uomini dai 23 ai 60 anni,
pienamente arruolabili. “È importante coordinarci con l’Ucraina
e con i Paesi europei più colpiti”, ha spiegato Brunner,
ribadendo l’immutato sostegno a Kiev. “Presenteremo la nostra
proposta nelle prossime settimane”, ha aggiunto ricordando che
la protezione è stata estesa fino a marzo 2027 e dunque va
trovata una soluzione in tempi brevi. “Qualsiasi misura
aggiuntiva va valutata con estrema attenzione, sia per la sua
efficacia sia per le possibili conseguenze”, ha però ammonito il
ministro degli Interni estone, Igor Taro.
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