Trentino Alto Adige/Suedtirol

Affitti Ipes, quasi 2mila inquilini sono in arretrato coi pagamenti – Cronaca



BOLZANO. A fine 2025 gli arretrati nei pagamenti degli affitti Ipes riguardavano 1.926 inquilini, di cui 416 stranieri, per un totale di 3,42 milioni di euro. L’anno precedente agli arretrati erano collegati 1.846 inquilini, di cui 449 stranieri per un totale di 3,86 milioni di euro. Tanti se si considera che gli affittuari di un alloggio per l’edilizia sociale sono in totale intorno ai 12.400, ma occorre aggiungere che l’Ipes riesce comunque a recuperare gran parte di queste somme, entro l’anno successivo. La difficoltà, per alcuni, a pagare l’affitto, è un segno dei tempi. «È necessario però distinguere tra arretrati (morosità) e perdite effettive sui canoni. Mentre nel secondo caso si tratta di crediti definitivamente non più esigibili, gli arretrati rappresentano nella maggior parte dei casi un ritardo nel pagamento; ciò significa che i relativi crediti vengono riscossi, seppur in ritardo», afferma l’assessora provinciale Ulli Mair, in risposta ad un’interrogazione in consiglio provinciale della Südtiroler Freiheit.

«Mentre negli ultimi anni l’ammontare dei crediti aperti a fine anno è stato in media di circa 3.600.000 euro, entro fine 2024 è stato possibile recuperare 2.340.000 euro di tale importo riferito all’anno precedente. In definitiva, in base ai dati storici, rimangono in media 800.000 – 900.000 euro all’anno di crediti non riscossi o di dubbia esigibilità, il che corrisponde a circa l’1,2% del totale della fatturazione per affitti e spese accessorie; un valore molto basso rispetto a istituti analoghi», sottolinea ancora Ulli Mair. Le fa eco la presidente dell’Istituto per l’edilizia sociale. «I dati evidenziano come il fenomeno della morosità sia ben monitorato e gestito con strumenti efficaci, attestandosi su percentuali contenute rispetto al valore complessivo delle locazioni. Questo è possibile grazie a un lavoro costante e approfondito da parte degli uffici Ipes che verificano ogni situazione con grande attenzione e sensibilità», evidenzia Francesca Tosolini.

«Il nostro approccio privilegia il dialogo e il supporto alle famiglie, vengono infatti attivati percorsi personalizzati, con piani di rientro e dilazioni che consentono agli inquilini in difficoltà di saldare gradualmente le somme dovute, comprese quelle arretrate», così la presidente Ipes, che poi aggiunge: «Allo stesso tempo è fondamentale ribadire che esistono diritti ma anche doveri, ciò significa volontà di regolarizzare la propria posizione, obiettivo di Ipes è mantenere infatti un equilibrio tra attenzione sociale e rispetto delle regole: si aiuta chi è in difficoltà, ma si tutela anche l’equità del sistema e il corretto utilizzo degli alloggi pubblici».

La procedura.

Ma come funziona la procedura in caso di mancato pagamento dell’affitto? «C’è un primo sollecito di pagamento: 30-40 giorni dopo la scadenza della fattura. A seguire: ultima diffida di pagamento: 30-40 giorni dopo il primo sollecito; preparazione della documentazione per il decreto ingiuntivo giudiziario e inoltro all’ufficio legale per la notifica; se l’arretrato non supera i 2.000 euro, può essere richiesto un acconto e una rateizzazione per il saldo rimanente (senza decreto ingiuntivo); dopo la notifica del decreto ingiuntivo, l’inquilino ha 40 giorni di tempo per versare all’Istituto almeno la metà dell’arretrato; viene preparata l’emissione dell’atto di precetto, la cui notifica avviene tramite l’ufficio legale; trascorsi inutilmente 10 giorni dalla notifica del precetto, la contabilità affitti avvisa l’ufficio legale affinché richieda agli ufficiali giudiziari la data per lo sfratto esecutivo.

Affitti e sfratti.

A seguito del nuovo sistema di calcolo degli affitti introdotto nel 2022 (legge provinciale 5/2022) e degli adeguamenti del canone minimo avvenuti nel 2024 e 2025 (da 50 euro a 80 euro e successivamente a 120 euro), l’affitto medio è passato in pochi anni da 191 euro a 316 euro. «Ciò corrisponde all’orientamento politico secondo cui tutti gli inquilini di alloggi pubblici, anche in caso di redditi bassi, debbano pagare un affitto “sostenibile”», spiega l’assessora Ulli Mair. Così che l’affitto più alto pagato in un alloggio Ipes è pari a 1.351 euro mensili e quello più basso di 120 euro, a cui aggiungere in tutti i casi le spese condominiali. Ultimo dato, nell’interrogazione riguarda gli sfratti esecutivi: sono stati 5 nel 2021, 24 nel 2022, 30 nel 2023, 13 nel 2024 e 19 nel 2025.M.D.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »