Sicilia

Pedofilia online, Gabrielli: sempre maggiori i rischi del web

«I rischi della rete restano molteplici. I minori possono essere vittime di adescamento (grooming) o indotti a produrre immagini intime, esponendosi a fenomeni come la pedopornografia, il revenge porn e la sextortion, con conseguenze spesso rilevanti sul piano psicologico e relazionale». A lanciare l’allarme è Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica, nel report «Tracce digitali, vittime reali: l’impegno a difesa e protezione dei più piccoli», diffuso in occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia.

«Gli ambienti digitali – avverte Gabrielli -, se da un lato offrono spazi di confronto e supporto tra coetanei, dall’altro possono trasformarsi in contesti di diffusione di disagio psicologico, autolesionismo e disturbi alimentari, rendendo evidente la necessità di un’azione preventiva che coinvolga anche famiglie e istituzioni educative. Negli ultimi tempi è emerso anche in Europa un fenomeno già noto negli Stati Uniti, che vede la creazione di network che mirano a adescare giovanissimi e coinvolgerli in comportamenti violenti. Parallelamente, contenuti inappropriati risultano facilmente accessibili anche ai più piccoli, favorendo un’esposizione precoce alla sessualità e la partecipazione a gruppi chiusi in cui vengono condivise immagini di varia natura, incluse rappresentazioni di violenza estrema, come il materiale “gore”, con possibili ricadute sullo sviluppo emotivo e cognitivo».

«L’evoluzione tecnologica – spiega il dirigente – continua a porre nuove sfide. In particolare, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa e di strumenti finalizzati a garantire l’anonimato online rappresenta oggi una delle principali criticità a cui il legislatore nazionale ed europeo è chiamato a rispondere, imponendo una riflessione sull’equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela dei diritti fondamentali. In tale contesto, il Regolamento Ue 2021/1232, che consentiva ai fornitori di servizi online di segnalare condotte illecite riconducibili allo sfruttamento sessuale dei minori, è scaduto il 3 aprile 2026. La conseguente scopertura normativa determina un significativo indebolimento degli strumenti di prevenzione e contrasto, imponendo il ricorso a modalità investigative alternative, tra cui il potenziamento delle attività sotto copertura, al fine di garantire l’efficacia dell’azione di tutela».


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »