Ace: il robot da ping pong Sony che batte i professionisti
L’intelligenza artificiale batte gli umani a scacchi da anni, ma i giochi fisici sono un’altra storia: il corpo umano è ancora difficile da replicare quando si tratta di velocità, riflessi e adattamento in tempo reale. Sony ci ha provato sul serio, e il risultato si chiama Ace, un robot da ping pong sviluppato dalla divisione AI dell’azienda che oggi entra nella storia come il primo capace di competere con i migliori giocatori umani rispettando le regole ufficiali della Federazione Internazionale di Tennis Tavolo.
Non stiamo parlando di un aggeggio che palleggia con un principiante per fare scena alle fiere, come faceva il robot FORPHEUS di Omron già nel 2017. Ace gioca davvero, e a volte vince.
Come funziona Ace
Il robot è un sistema articolato a otto giunture: due controllano la posizione della racchetta, due ne gestiscono l’orientamento generale, e le restanti tre permettono di imprimere colpi potenti e variati. È la parte meccanica a fare la differenza rispetto ai predecessori, progettata per avvicinarsi alla reattività del corpo umano.
A supporto c’è un sistema visivo da 12 telecamere totali: nove tradizionali posizionate intorno al tavolo che localizzano la pallina nello spazio tridimensionale, più tre sistemi di controllo dello sguardo che misurano la velocità angolare e l’effetto della pallina per calcolarne la traiettoria con precisione. In pratica, Ace vede la pallina meglio di quanto la vedano i suoi avversari umani.
I risultati contro i professionisti
I dati concreti arrivano da uno studio pubblicato su Nature di recente: ad aprile 2025, Ace ha vinto tre partite su cinque contro giocatori d’élite, definiti come atleti con oltre dieci anni di allenamento. Ha perso due match contro professionisti che competono regolarmente in leghe professionistiche.
Ma la storia non finisce lì. Secondo quanto riportato da The Verge, Sony afferma che Ace è poi riuscito a battere anche giocatori professionisti nei test di dicembre 2025 e nel mese scorso. Un salto di qualità significativo in pochi mesi, che suggerisce un sistema ancora in rapido apprendimento.
Il ping pong è considerato uno dei giochi fisici più difficili da replicare per un robot: la pallina è leggera, veloce, e l’effetto può alterarne la traiettoria in modo imprevedibile all’ultimo istante. Riuscire a competere a questo livello è un risultato tecnico che va ben oltre il semplice gadget dimostrativo, e apre scenari interessanti per la robotica applicata in contesti dove velocità e precisione sono critiche.
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