Friuli Venezia Giulia

a Tolmezzo un doposcuola che unisce


C’è un’ora, ogni pomeriggio, che le famiglie con figli in età scolare conoscono fin troppo bene. È l’ora in cui lo zaino si apre sul tavolo di cucina e la parola “compiti” smette di essere un dovere e diventa, troppo spesso, un piccolo campo di battaglia. È per venire incontro a questa fatica quotidiana che, a Tolmezzo,l’Oratorio Salesiano don Bosco riparte con un progetto capace di trasformarla in qualcos’altro: non più un peso da affrontare in solitudine, ma una palestra di senso e di metodo. Il Winter Plus, proseguo invernale del Grest Plus (settimana in cui ormai da anni si fanno i compiti d’estate), non è il doposcuola interno alla scuola salesiana, che esiste già come servizio a sé stante, ma è aperto al territorio e pensato principalmente per gli studenti delle scuole statali. Dal 1° ottobre al 31 maggio, si apre uno spazio pomeridiano, dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 17, pensato per ragazzi delle scuole medie e del biennio delle superiori, seguiti da educatori formati alla scuola pedagogica di don Bosco.

Gruppi di studio e lezioni personalizzate

Accanto al doposcuola generico, da novembre ad aprile (martedì e giovedì, sempre dalle 15 alle 17) prendono forma altre due proposte, pensate per bisogni diversi. Gruppi di studio con peer tutoring: ragazzi delle superiori (terza, quarta, quinta) affiancano i più piccoli, interrogandosi a vicenda, costruendo mappe concettuali insieme, riassumendo testi. Il tutto monitorato da educatori e insegnanti che intervengono quando serve. “Perché, come sa bene chi ha frequentato una classe, certe difficoltà si sciolgono meglio quando si condividono”, evidenzia don Paolo Ceccon, referente pastorale. E ci sono le lezioni personalizzate, dedicate al recupero o al potenziamento di materie specifiche — italiano, inglese, tedesco, matematica — per chi ha bisogno di un affiancamento più mirato, cucito sulla materia e sul ragazzo. Per rendere più agile il passaggio dalla scuola al doposcuola, è stato pensato anche un servizio mensa su prenotazione.

L’esempio di don Bosco

Dietro l’organizzazione degli orari, però, c’è un’impalcatura pedagogica precisa, che a Tolmezzo chiamano semplicemente “il nostro modo di stare vicino ai ragazzi”. Don Paolo lo riconduce a una formula che don Bosco stesso amava ripetere: Servono tre cose per accompagnare i ragazzi: la ragione, la religione e l’amorevolezza.” Tradotto nel linguaggio di un pomeriggio di doposcuola, significa cercare di capire perché un ragazzo non riesce a capire, prima ancora di rispiegargli la lezione; e farlo con un affetto che passa anche attraverso piccole cose molto concrete — un orario da rispettare, una pausa al momento giusto, la certezza che sbagliare non è una colpa. È il cosiddetto Sistema preventivo, pensato da don Bosco in aperta polemica con l’Ottocento pedagogico della punizione: non la paura come deterrente, ma la relazione come motore del cambiamento. Un’intuizione, ricorda Don Paolo, che restituisce ai ragazzi qualcosa che spesso fatica ad arrivare anche quando ci sarebbe: I ragazzi devono accorgersi di essere voluti bene, non basta volergli bene.”

Non solo compiti: poi c’è l’oratorio

Alle 17, quando lo studio si chiude, si apre l’oratorio, e i ragazzi possono restare a giocare nel cortile, in un tempo che torna semplicemente ad essere un momento di condivisione. Lo studio così, per chi lo vuole, si inserisce in una giornata più ampia di socialità. In questa stessa logica di continuità si inserisce anche il teatro, un’altra delle eredità più radicate nella tradizione salesiana: da vent’anni l’oratorio porta avanti una compagnia teatrale che coinvolge i ragazzi delle superiori, con uno spettacolo che matura durante tutto l’anno, e un gruppo dedicato ai più giovani delle medie. Non un semplice passatempo, ma — come sottolinea chi lo propone da anni — uno strumento che aiuta chi fatica a esporsi in classe a vincere, sul palco, la stessa paura che lo blocca durante un’interrogazione: un canale che fa emergere il carattere, costruisce fiducia e, non ultimo, rafforza quel senso di appartenenza che tiene insieme una comunità educativa.


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