Marche

a spasso ad Ancona tra cantieri e resti archeologici

ANCONA Ancora un blitz dei tiktoker appassionati di urbex, l’esplorazione (proibita) di luoghi abbandonati o chiusi al pubblico. Stavolta è toccato alla chiesa di San Gregorio Illuminatore, al Guasco. Che proprio abbandonata non è, visto che è sì chiusa al pubblico da tempo ma perché sottoposta ad un lungo intervento di restauro finanziato e seguito direttamente dalla Soprintendenza. Un cantiere oltretutto eccezionale, visto che durante gli scavi vi sono stati ritrovati resti archeologici risalenti forse al I Secolo avanti Cristo, probabilmente ciò che rimane dell’antica agorà.

Comprensibile la curiosità, un po’ meno la facilità con cui i ragazzi hanno avuto accesso ad un luogo pericoloso, trattandosi di un cantiere con tanto di impalcature e puntellamenti ancora presenti. Come mostrato chiaramente nel video condiviso poi sui social, infatti, sono entrati dalla porta in ferro che dà su via Guasco, che da tempo rimane aperta, senza lucchetti o serrature, a qualsiasi ora del giorno. Almeno da quando sono iniziati i lavori di restauro. Per tenere ferma la porta, infatti, viene usato soltanto un masso, che però è facilmente aggirabile come misura di sicurezza.

E trattandosi di adolescenti, difficilmente basterà il cartello “divieto d’accesso” a fermarli. Infatti non si sono fermati. I tiktoker si sono addentrati nei meandri del cantiere, salendo prima sulle impalcature – come mostrano le immagini, usandole anche come un’attrezzo da ginnastica su cui dondolarsi – e poi andando a spazzo nella chiesa deserta. Non si sono fatti mancare neppure la salita fino al campanile, dal quale si sono sporti per osservare il panorama (effettivamente mozzafiato) con vista sul Guasco e sul mare. Come mostrano le immagini, sono riusciti a salire attraverso una vecchia e malconcia scala di servizio in legno.

I dubbi

Ora, le domande sono tante. Perché un bene così importante è lasciato alla mercé di chiunque, con la porta dalla quale si può facilmente entrare senza dover nemmeno chiedere permesso? E cosa sarebbe successo se i due ragazzi, invece di pubblicare tranquillamente il loro video sui social, si fossero fatti male? O se avessero danneggiato i resti archeologici ritrovati. Qualcuno, forse, prima o poi dovrà rispondere.




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