Emilia Romagna

Vogliamo spostare Lepore più a sinistra


Le sinistre bolognesi si uniscono in vista delle prossime elezioni comunali, con l’obiettivo dichiarato di spostare ancora più a sinistra il governo della città e la maggioranza del sindaco Matteo Lepore. Coalizione Civica, Sinistra Italiana ed Europa Verde, le due forze che compongono Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), hanno annunciato la nascita di una piattaforma politica comune, destinata a tradursi in una lista unitaria alle prossime amministrative. Non un semplice accordo elettorale tra partiti, ma un percorso che partirà dai quartieri, dalle associazioni e dai movimenti, per costruire un programma condiviso sui principali problemi della città: emergenza abitativa, precarietà lavorativa, crisi climatica e sicurezza urbana. Il progetto è stato presentato oggi, giovedì 29 ottobre, in piazza Lucio Dalla dalla vicesindaca Emily Clancy, insieme a Federico Martelloni di Sinistra Italiana, Valentina Marassi e Filippo Bortolini di Europa Verde e Paolo Brugnara di Coalizione Civica.

Clancy: “Se Bologna vuole più sinistra, la voti e la renda più forte”

Il messaggio politico è rivolto sia agli alleati di centrosinistra sia a quella parte della città che, negli ultimi mesi, ha manifestato un crescente malcontento nei confronti dell’amministrazione comunale. “C’è un blocco sociale che non ha rappresentanza oggi nel Paese, noi pensiamo di avere la forza di dare risposte”, ha dichiarato Clancy. “Non partiamo da zero, in questi cinque anni abbiamo ottenuto dei risultati. Ma insieme possiamo fare di più. Possiamo spostare di più il baricentro della coalizione”. La vicesindaca rivendica quanto realizzato durante il mandato Lepore, a partire dalle politiche abitative e dalla mobilità sostenibile, ma sostiene che sia arrivato il momento di accelerare. “Oggi c’è bisogno di più sinistra e questo momento storico lo mostra senza dubbi”, ha affermato. Poi l’appello diretto a chi chiede un cambiamento nelle politiche comunali: “Se la domanda che viene dalla città è avere più sinistra, la nostra risposta è: votatela e rendetela più forte al governo della città. Non è il momento di litigare tra noi, ma di costruire insieme più sinistra. E chiediamo anche a chi è critico di lavorare per questo”. L’obiettivo è dunque rafforzare la componente ecosocialista della maggioranza, senza rinnegare l’esperienza amministrativa degli ultimi cinque anni.

Una lista unitaria aperta anche a movimenti e società civile

Il progetto nasce dalla convergenza tra Coalizione Civica, già presente nel governo cittadino, e le due forze politiche di Avs. “Vogliamo creare un cantiere comune che vada ben oltre gli iscritti e le iscritte di Coalizione Civica e Alleanza Verdi-Sinistra”, ha spiegato Clancy, descrivendo una piattaforma “plurale, aperta alla città, alle diverse generazioni”. L’intenzione è coinvolgere anche chi non appartiene a nessuna delle organizzazioni promotrici, ma condivide le priorità politiche del nuovo percorso. “Vogliamo costruire un cantiere aperto, sia al civismo ecosocialista sia alle forze partitiche, sia a chi non è espressione di nessuna di queste pratiche ma vuole dare un contributo per portare più a sinistra l’agenda politica e il governo della città”, ha aggiunto la vicesindaca. La convergenza, precisano i promotori, non nasce soltanto in funzione delle elezioni. Nei prossimi mesi sono previsti incontri pubblici nei quartieri per definire le proposte programmatiche.

Sicurezza e proteste, Clancy: “La repressione non è la risposta al disagio sociale”

Uno dei temi politicamente più delicati riguarda la sicurezza, soprattutto dopo le manifestazioni e gli scontri che hanno interessato Bologna nelle ultime settimane. La nuova piattaforma propone un approccio che mette al centro le condizioni sociali, il welfare e i servizi pubblici, contrapponendosi a una visione della sicurezza fondata prevalentemente sull’inasprimento delle misure repressive. Nel documento politico, Coalizione Civica e Avs parlano di “sicurezza non come militarizzazione ma come serenità”, sostenendo che il diritto alla casa, un lavoro dignitoso, l’accesso alle cure e la presa in carico delle fragilità siano elementi fondamentali per rendere i quartieri più sicuri. Interpellata sulle recenti proteste, Clancy ha ribadito la necessità di analizzare le ragioni del malcontento. “Pensiamo che in una fase anche complessa di tensione bisogna interrogarsi sulle cause del disagio sociale che è esploso a Bologna come in tutte le città d’Europa”, ha spiegato. Secondo la vicesindaca, garantire condizioni abitative sostenibili e un lavoro dignitoso può contribuire a prevenire l’esplosione delle tensioni sociali. “Bisogna leggere oltre i danneggiamenti alle vetrine”, ha aggiunto. E sulla violenza durante le manifestazioni ha precisato: “È chiaro che noi abbiamo una pratica di costruzione politica che fa della non violenza spesso anche la sua bandiera, ma capiamo il conflitto sociale, dobbiamo leggerlo”. Clancy ha poi difeso il valore della disobbedienza civile e criticato le risposte esclusivamente securitarie: “Pensiamo comunque che in ogni caso la repressione, la militarizzazione non siano la risposta alla tensione sociale che si sta manifestando”. La vicesindaca ha annunciato inoltre la partecipazione alle mobilitazioni del 30 ottobre e del 20 novembre, al fianco dei lavoratori.

Casa e affitti brevi: “Bologna deve restare accessibile a chi ci vive”

La questione abitativa è uno dei pilastri del nuovo progetto politico. La domanda che i promotori pongono al centro del programma è: “Chi ha diritto a stare e a vivere a Bologna?”. Un interrogativo che riguarda il costo degli affitti, la difficoltà per lavoratori e famiglie di rimanere in città e gli effetti della crescita turistica sul mercato immobiliare. Nel documento comune vengono citati la gentrificazione, la diffusione degli affitti brevi e la finanziarizzazione della casa come fenomeni che rischiano di espellere progressivamente chi vive e lavora a Bologna. La piattaforma intende ripartire dal Piano per l’Abitare già approvato dall’amministrazione, rafforzando gli interventi sul patrimonio pubblico e sul recupero degli immobili sfitti. Sul fronte degli affitti turistici, Clancy ha sottolineato che, allo stato attuale, “la strada urbanistica è quella più certa” per intervenire sulla regolamentazione. Coalizione Civica e Avs chiedono inoltre maggiori investimenti nazionali nell’edilizia residenziale pubblica e nel sostegno agli affitti.

Lavoro, crisi industriali e appalti pubblici

Il secondo grande tema riguarda il lavoro e la tenuta del sistema produttivo bolognese. Nel documento viene richiamata la crisi della meccanica nell’area metropolitana, insieme alle difficoltà delle imprese e al rischio di desertificazione produttiva dell’Appennino. Secondo i promotori, la politica cittadina deve assumere un ruolo più incisivo nelle vertenze occupazionali e nella tutela dei lavoratori. Un’attenzione particolare viene riservata agli appalti pubblici, attraverso i quali il Comune può incidere sulle condizioni di migliaia di lavoratori impiegati nei servizi esternalizzati. L’obiettivo dichiarato è promuovere appalti etici, contrastare il lavoro povero e precario e valutare nuove internalizzazioni, utilizzando gli strumenti a disposizione dell’amministrazione.

Ambiente, alberi e gestione del verde: “Vogliamo incidere di più”

La terza priorità è rappresentata dalla crisi climatica e dalla trasformazione ambientale della città. Coalizione Civica e Avs chiedono di rafforzare gli interventi per contrastare le isole di calore, aumentare il verde urbano e migliorare la qualità dell’aria. Tra gli obiettivi figurano la desigillazione del suolo, la piantumazione di nuovi alberi e una revisione delle politiche energetiche pubbliche. Sul tema del verde urbano, la nuova alleanza vuole “riscrivere le regole della gestione del verde”, con un approccio che tenga insieme biodiversità, adattamento climatico e qualità della vita nei quartieri. Un’altra priorità riguarda la prevenzione del rischio idrogeologico, alla luce delle alluvioni e delle frane che hanno colpito il territorio metropolitano negli ultimi anni.

Martelloni: “Radicali e unitari, Bologna può essere un esempio”

A rivendicare la portata politica dell’iniziativa è anche Federico Martelloni, esponente di Sinistra Italiana. “Siamo ostinatamente radicali e unitari, perché i tempi lo richiedono”, ha dichiarato. Secondo Martelloni, Bologna può rappresentare un laboratorio politico capace di affrontare le grandi questioni sociali e ambientali attraverso una collaborazione tra amministrazione, forze politiche e società civile. Il giudizio sull’esperienza amministrativa di Lepore resta positivo, pur con la volontà di rafforzare ulteriormente le politiche di sinistra. “Il giudizio sul mandato di Lepore è buono, ma spesso è stato ostacolato da un Governo ostile”, ha sostenuto Martelloni. Anche Paolo Brugnara di Coalizione Civica ha ribadito la volontà di rafforzare l’asse progressista, mentre Filippo Bortolini di Europa Verde ha sottolineato l’esigenza di accelerare le politiche già avviate. Valentina Marassi ha richiamato inoltre la necessità di riflettere sul rapporto tra cittadini e istituzioni, soprattutto dopo il caso della morte di Fakir Abderrahim: “Il rischio è che ci sia una frattura del patto di fiducia tra cittadini e Stato”.

 


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