Possibili manifestazioni di protesta anche ad Arezzo. L’organizzazione si muove sui social

Gli screenshot iniziano a circolare nelle chat dei ragazzini di Arezzo. Nei messaggi che ricevono c’è l’invito a partecipare a una protesta in città, sabato 24 novembre, sull’onda di quelle partite in Francia e in altri paesi europei e che si sono tenute a partire dal 17 ottobre anche nelle principali città italiane. In un manifesto diffuso su Tik Tok, tra le varie città che avranno manifestazioni, c’è segnalata anche Arezzo e per la precisione Piazza Grande. Tutte sarebbero convocate con inizio alle 15.
Quella che appare su Instagram, a cui si riferisce l’immagine di copertina, una foto creata con l’intelligenza artificiale, riporta degli striscioni dove si leggono varie frasi, ma non si sono per ora orari di riferimento, solo un richiamo a protestare come nelle altre città, portando la bandiera italiana, ma il luogo dell’incontro sarebbe ancora da stabilire. I commenti richiamano quasi tutti a manifestare in modo pacifico e civile, a non danneggiare le attività.
Le forze dell’ordine sono al lavoro e indagano per tenere sotto controllo il fenomeno e capire l’organizzazione, con l’obiettivo di comprendere la portata e il clima, che sia ben diverso da quella frangia violenta che si è manifestata a Milano. In particolare gli uomini della digos della questura di Arezzo stanno monitorando i social, da Instagram a Tik Tok, fino a Telegram. In ognuno di essi ci sono segnali, prime forme di organizzazione anche ad Arezzo che al momento non sembrano destare preoccupazione. Ma l’attenzione è molto alta.
In una storia su un altro profilo Tik Tok è apparso un volantino: tutti in piazza il primo di novembre. Ritrovo alle 17 in Piazza Grande. Il messaggio parla di unirsi alle altre piazze d’Italia con una manifestazione apartitica e pacifica “per un futuro migliore, contro il carovita, la stagnazione salariale, per una sanità, un’istruzione e un lavoro dignitosi, per il sistema pensionistico”.
Risulta privo di riscontro invece il messaggio che annuncia stupri di gruppo e invita le ragazze a stare a casa. Questo ha creato il panico, non solo ad Arezzo, ma in varie città italiane dove è stato replicato, ma al momento potrebbe essere classificato come un procurato allarme legato alla diffusione di una fake news.
Episodi in Valdarno
Due episodi distinti si sono verificati nel frattempo all’istituto superiore Varchi di Montevarchi. Volantini sono stati ritrovati nelle pareti vicine della sede centrale della scuola e riportavano la scritta “Interrompiamo il pattern – Disobbedienza organizzata”. La scoperta è avvenuta martedì mattina 20 ottobre, il giorno successivo, mercoledì 21 all’apertura della scuola i cancelli principali sono stati trovati bloccati da lucchetto e catena e sono stati divelti dai vigili del fuoco per consentire il normale accesso agli studenti. I carabinieri sono intervenuti per gli accertamenti e raccogliere gli elementi utili per le indagini.
L’allarme bomba alla Vasari
Potrebbe rientrare in questo scenario diffuso a macchia di leopardo in Italia anche l’allarme per una presunta bomba alla scuola media Vasari di Arezzo scattato nella mattina del 19 ottobre dopo aver ricevuto un’email anonima. L’evacuazione ordinata di tutti gli studenti e del personale scolastico, in quel caso, ha lasciato spazio ai controlli che hanno dato esito negativo. L’allarme è rientrato nel giro di alcune ore dopo che, anche con l’ausilio dei cani addestrati per la ricerca di esplosivi, si è capito che fosse tutto falso.
Casi analoghi si sono verificati contemporaneamente in altre città come a Padova e Verona, a Lucca e Chieti ad esempio.
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