Toscana

Giusti rompe il silenzio: “Quattro parolacce più gravi di una rissa in piazza”


Due Giostre di squalifica, senza sconti. Al capitano di Porta del Foro, Diego Giusti, sono costati cari “l’invasione della lizza e i comportamenti irrispettosi e offensivi” segnalati dal Maestro di campo durante il Saracino dello scorso 6 settembre. Il giostratore giallocremisi Francesco Rossi era stato penalizzato di un punto per il tocco, vero o presunto non si è ancora capito con certezza, del suo compagno Giulio Vedovini durante la riconsegna della lancia. Ne seguirono frangenti concitati, con i figuranti della Chimera, compreso Giusti, su tutte le furie per quella che ancora oggi considerano un’ingiustizia. 

La Magistratura, nell’infliggere le sanzioni disciplinari, aveva tenuto conto dell’atteggiamento processuale, del riconoscimento dell’errore e delle scuse presentate, oltre che dell’audizione del rettore del quartiere e della memoria da lui depositata. Ma Giusti confidava in una maggiore clemenza e per questo ha fatto ricorso al Gran Giurì, composto da Lucia Faltoni, Corrado Brilli e Riccardo Gilardoni. Niente da fare però, il verdetto non è cambiato.

“Ho letto e sentito tante inesattezze in questo mese e mezzo – ha detto il capitano. Sono stato accusato di aver intimato ai miei figuranti di scagliarsi contro il Maestro di campo e non è vero. Lo confermano anche le immagini. La protesta è durata appena un minuto, sono stato io a rimandarli a posto, raccomandandomi che non dovevano fare niente per danneggiare lo svolgimento della Giostra. Tutto questo perché Vedovini ha sfiorato Rossi, un tocco fantasma di cui nessuno può avere certezza, nemmeno il Maestro di campo. A questo proposito aggiungo un dettaglio: 15 giorni dopo la Giostra, Veneri ha incontrato Rossi e gli ha chiesto se fosse stato toccato veramente dal compagno. Allora mi domando: com’è possibile che in piazza fosse convinto oltre ragionevole dubbio di quello che era accaduto? Mi aspettavo un trattamento diverso dal Gran Giurì, è vero. In passato sono state dimezzate pene per contestazioni molto più severe delle mie e tramutate in servizi sociali. Io i miei errori li ho ammessi ma evidentemente quattro parolacce sono più gravi delle risse in piazza o dell’interruzione del corteo storico. Il 2027? Il captano resto io, il mio vice mi sostituirà nelle occasioni ufficiali. Per quanto mi riguarda, sarò in tribuna a vedermi le prove e la Giostra. Così magari qualche quartierista giallocremisi smetterà di offendere i nostri giostratori solo perché ce l’ha con me”.


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