Basilicata

Vibo, allarme organico al Reparto prevenzione crimine: «Manca un poliziotto su tre»

E’ allarme organico al Reparto prevenzione crimine di Vibo Valentia. SIULP e SIAP rilanciano la vertenza a livello nazionale e chiedono al Ministero dell’Interno assunzioni, nuovi automezzi e tempi certi. Scoperto circa il 40% dell’organico previsto, mentre tra agenti e assistenti le carenze raggiungono la metà della forza.


VIBO VALENTIA – Un organico ridotto, il ricambio generazionale che non arriva e un parco automezzi che attende da anni un adeguato rinnovamento. È il quadro denunciato dalle segreterie provinciali dei sindacati di polizia SIULP e SIAP per il Reparto prevenzione crimine «Calabria Centrale» di Vibo Valentia, alle prese con una carenza di personale che, secondo le organizzazioni sindacali, compromette l’organizzazione del lavoro e la piena operatività dei servizi.

La vertenza, già formalizzata con una nota del 15 ottobre 2026 indirizzata alle rispettive segreterie nazionali, è ora rilanciata a livello centrale. SIULP e SIAP nazionali stanno predisponendo una nuova comunicazione al Ministero dell’Interno, attraverso l’Ufficio per le Relazioni sindacali, per sollecitare interventi concreti.

NEL REPARTO, ATTUALMENTE, SOLO IL 60% DELL’ORGANICO PREVISTO

Secondo i dati riportati dai sindacati, il Reparto dispone attualmente di circa il 60% dell’organico previsto, con una situazione ancora più critica nel ruolo degli agenti e assistenti, dove mancherebbe circa la metà del personale. A pesare sono anche gli imminenti pensionamenti di alcune unità dei ruoli intermedi e l’innalzamento dell’età media degli operatori.

Il ricambio generazionale, sottolineano le sigle, non avrebbe interessato adeguatamente queste articolazioni della Polizia di Stato, considerate penalizzate nella distribuzione delle risorse. Una difficoltà che si rifletterebbe anche nei piani di ripartizione del personale, nei quali risulterebbe eliminata persino la voce specifica relativa ai Reparti prevenzione crimine.

Le conseguenze riguardano la programmazione dei servizi, la gestione dei turni, la fruizione di ferie e riposi, l’impiego nei fine settimana e le aggregazioni fuori regione. Una carenza che, secondo SIULP e SIAP, non può essere considerata una semplice questione amministrativa, perché incide direttamente sulle condizioni di lavoro e sulla capacità operativa del Reparto.

L’Amministrazione avrebbe indicato una possibile dotazione di 60 unità a partire dal primo gennaio 2027, subordinandola però a un nuovo assetto organizzativo non ancora entrato in vigore e suscettibile di ulteriori modifiche. Per i sindacati, questa prospettiva non può sostituire gli interventi immediati, né bastano comunicazioni generiche sull’impossibilità di incrementare il personale senza spiegare le ragioni e i criteri delle scelte compiute.

MANCANO ANCHE I MEZZI: NON CONSEGNATE LE NUOVE VETTURE

Alle carenze di organico si aggiunge la questione dei mezzi. Stando a quanto segnalato dalle organizzazioni sindacali, dal 2020 al Reparto non sarebbero state assegnate nuove vetture, mentre quelle in dotazione continuano ad accumulare chilometri e si avvicinano alle scadenze degli interventi di manutenzione. La disponibilità di automezzi affidabili, sottolineano le sigle, è una condizione essenziale per garantire lo svolgimento dei compiti istituzionali.

Da qui le richieste rivolte al Ministero: un piano di ripianamento dell’organico con numeri, ruoli e scadenze definite; interventi urgenti per gli agenti e assistenti e per fronteggiare le ulteriori riduzioni tra gli ispettori; una rimodulazione dei servizi sulla base del personale effettivamente disponibile; nuovi automezzi adeguati alle esigenze operative e la convocazione di un incontro con le rappresentanze sindacali per individuare soluzioni.

L’obiettivo è superare una gestione che, secondo SIULP e SIAP, continua a rinviare le risposte senza tradurre le criticità riconosciute in provvedimenti concreti.

Le segreterie provinciali, firmate da Caso per il SIULP e Palermo per il SIAP, ringraziano le rispettive strutture nazionali per aver sostenuto la vertenza e ribadiscono che la situazione del Reparto non può restare ancora senza soluzione. «Le criticità sono note, i numeri sono stati rappresentati e le richieste sono state formalizzate più volte. Adesso occorrono decisioni, tempi certi e risorse adeguate», è il messaggio lanciato dai sindacati.

La tutela del personale e la qualità dei servizi ai cittadini, concludono le organizzazioni, sono obiettivi strettamente legati. Per questo la richiesta è che alle segnalazioni seguano interventi verificabili, nell’interesse degli operatori e della sicurezza del territorio.


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