Roma, Totti ricevuto dal figlio di Friedkin all’Olimpico

Totti, il Real Madrid e la Roma. Un incrocio che, da 25 anni, genera situazioni imprevedibili. La prima volta fu in quella surreale notte dell’11 settembre del 2001, quando tutto il mondo guardava all’America, anche l’Olimpico. Poi ci fu la vittoria a Madrid del 2002 con gol del numero dieci e due anni dopo l’unica vera tentazione: la possibilità, raccontata fino alla nausea da Totti stesso – di trasferirsi al Real. Ma anche nella notte del ritorno di Mourinho e delle illusioni, è capitato qualcosa di unico.
Totti era ospite allo stadio. C’era la Roma e c’era il Real. Totti era un semplice spettatore. O quasi. Perché prima della partita, la famiglia Friedkin lo ha invitato nella sala riservata alla presidenza della Roma per un incontro privato. Ad attenderlo Corbyn, uno dei figli di Dan Friedkin, che ha accolto Francesco e la compagna Noemi per salutarli e dare loro il benvenuto. Un modo per omaggiare la presenza del calciatore più rappresentativo della storia della Roma. Un saluto, non certo il prologo di un ritorno dell’ex capitano alla Roma. Non ancora almeno.
Tempo fa c’era già stato un avvicinamento: i Friedkin avrebbero voluto Totti come uomo immagine del club nell’anno del centenario della società. Lui si aspettava un ruolo più operativo: non si è andati oltre qualche contatto esplorativo, raffreddando immediatamente il rapporto appena germogliato. Ma il disgelo dell’Olimpico riapre almeno il dialogo tra il mito della Roma e la presidenza del club.
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