Basilicata

Policoro, omicidio del senzatetto: Condannato a 22 anni di reclusione Jadir Achraf

E’ arrivata la sentenza di primo grado per l’omicidio a Policoro del senzatetto Benone Bascoveanu: condannato a 22 anni Jadir Achraf. Nel 2024  massacrò di botte un 51enne mentre era sulla panchina.


POTENZA- Massacrato di botte mentre era sulla panchina: 22 anni di galera per l’assassino di Policoro. E’ stato condannato Jadir Achraf per l’omicidio di Benone Bascoveanu, 51enne di origine romena e senza fissa dimora, aggredito a Policoro nella notte tra il 13 e il 14 luglio 2024. La sentenza di primo grado è stata emessa dalla Corte d’Assise di Potenza. Secondo la ricostruzione processuale, nell’ambito di un regolamento di conti, Achraf ha colpito ripetutamente Bascoveanu mentre l’uomo si trovava su una panchina in via Monte Bianco. Soccorso dai sanitari del 118 e trasportato all’ospedale Giovanni Paolo II di Policoro, il 51enne spirò poco dopo per le gravi ferite riportate. Le indagini, affidate ai carabinieri e coordinate dalla Procura di Matera, portarono al fermo di Achraf, che all’epoca dei fatti aveva 27 anni.  

LE DICHIARAZIONI PER FUORVIARE LE INDAGINI E IL TENTATIVO DI ALIBI

«Appena acchiappo a Benone lo devo ammazzare…ha fatto arrestare mio fratello! Lui ha denunciato mio fratello perché gli ha fatto la rapina». Parole che Achraf avrebbe pronunciato dinanzi ai militari che lo avevano fermato per un controllo poco dopo aver pestato a sangue il clochard per cercare di smarcarsi dalle accuse, ma che invece sono diventate un indizio contro di lui.

Per il gip Roberto Scillitani il 27enne avrebbe riferito quelle parole «al fine di fuorviare le indagini lasciando intendere di non sapere dell’aggressione in realtà perpetrata poco prima in danno del Bascoveanu»: un goffo tentativo vanificato dalla miriade di indizi raccolti dai carabinieri. Innanzitutto la presenza sulle sue scarpe di tracce di sangue, ma anche il tentativo di pulirsi altri indumenti nascondendo il fazzoletto di carta utilizzato, poi ritrovato dagli investigatori. Non solo. Achraf è stato individuato anche da un cittadino che ha assistito alla brutale aggressione e infine dalla sua presenza, a pochi metri di distanza al momento dell’arrivo dei militari sul posto.

L’OMICIDIO DEL SENZATETTO A POLICORO UNA VENDETTA PER LA DENUNCIA: CONDANNATO A 22 ANNI

Quel delitto, quindi, per gli investigatori  è una vendetta per la denuncia fatta dalla vittima: una ritorsione messa in atto con un pestaggio violento che ha portato il 51enne alla morte. Il ventisettenne avrebbe pestato brutalmente Bascoveanu ritenendolo responsabile dell’arresto del fratello minorenne: quest’ultimo, il giorno prima dell’omicidio, era stato fermato dai carabinieri perché sospettato di aver sottratto con la violenza dei soldi proprio a Bascoveanu.  A seguito di questa tentata rapina, il minorenne venne  arrestato scatenando, probabilmente, la vendetta di suo fratello nei confronti di Bascoveanu, il quale, aveva collaborato e fornito riscontri ai carabinieri per farlo identificare.

Tutti e due, sia la vittima che il presunto omicida vivevano ai margini.  Bascoveanu era considerato una persona umile e che si faceva voler bene da tutti. Nei giorni seguenti la tragedia, una piantina di fiori fu riposta sulla panchina dove il senzatetto romeno era stato trovato in fin di vita. La Procura aveva chiesto l’ergastolo, ma la Corte ha riconosciuto le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti.  I legali dell’imputato, Gianluigi Agresti e Maria Lourdes Anna Delfino, hanno preannunciato l’impugnazione.


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