Ambiente

Ailma, campagna complicata per mais per clima estremo e tensioni internazionali – Mondo Agricolo

Clima estremo e tensioni geopolitiche
complicano la campagna per il mais. A denunciarlo è Ailma, che
all’interno di Assitol, Associazione Italiana dell’Industria
olearia (Confindustria), rappresenta le aziende produttrici di
mais alimentare. Sulla base delle indicazioni degli operatori,
Ailma, che rappresenta più del 90% del settore, prevede una
riduzione media della disponibilità di mais pari al 35%. “Ci
troviamo – spiega il presidente Massimiliano Carraro – a
fronteggiare un quadro assai negativo, non soltanto in Italia,
ma in tutta Europa, dovuto al caldo torrido degli ultimi mesi,
che ha inciso sia sulle quantità sia sulla qualità della materia
prima”. “Un dato che, purtroppo, avverte Carraro – si abbina
al difficile quadro internazionale, rendendo ancora più critica
l’attività delle aziende”. “Al calo della materia prima si
aggiungono – segnala Ailma – gli effetti dei conflitti in
Ucraina e in Medio Oriente, che hanno determinato forti aumenti
dei costi energetici, dei trasporti e degli imballi”. “Rincari –
sottolinea Carraro – che cerchiamo di non far ricadere sui
consumatori ma che le aziende fanno sempre più fatica a
sostenere”.

   
Secondo il Joint Research Center della Commissione europea la
campagna 2026-27 può rilevarsi la peggiore degli ultimi
trent’anni: le previsioni parlano di una produzione di 50,6
milioni di tonnellate mais, in calo di oltre il 10% rispetto
alla campagna precedente. A soffrire di più la Francia,
l’Ungheria e il Centro Europa. Fuori dall’Europa, la produzione
negli Stati Uniti è risultata inferiore alle aspettative (401,33
Mt). I prezzi della materia prima hanno già registrato un primo
aumento (+15%).

   

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