Diamante, l’aggressione al sindaco diventa caso politico
Diamante, l’aggressione al sindaco diventa caso politico. Il sindaco racconta sui social quanto accaduto la notte del Peperoncino Festival.
DIAMANTE (COSENZA)– Ha alimentato il dibattito politico in città il fatto accaduto nei giorni scorsi e raccontato dal sindaco Achille Ordine sui social. Uno screzio nella notte del Peperoncino Festival, la parola “calma” pronunciata dal sindaco e poi, secondo il racconto dello stesso Ordine, la spinta che lo avrebbe fatto cadere sulle scale tra piazza Di Maio e il Lungofiume. L’episodio, avvenuto intorno alle 2.15 tra venerdì 11 e sabato 12 settembre, è diventato ora un caso politico, tra ricostruzioni contrapposte e appelli a fermare la lacerazione nella comunità di Diamante. Ordine ha deciso di rendere pubblica la propria versione dopo la diffusione di voci che definisce «ricostruzioni distorte».
L’AGGRESSIONE AL SINDACO, LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI AVVENUTI A DIAMANTE E LE SCUSE DEL PADRE
Riferisce che stava rientrando dalle attività del festival quando, vicino ad un locale, avrebbe notato una discussione in corso tra una ragazza e un giovane. Escluso un pericolo immediato, avrebbe poi ripreso a scendere verso il Lungofiume. A quel punto avrebbe visto arrivare di corsa il fidanzato della ragazza. Lo avrebbe solo invitato alla calma. Subito dopo il ragazzo lo avrebbe spinto, facendolo finire a terra sulle scale, tra insulti e parole offensive, come racconta sui social lo stesso Ordine. Il primo cittadino precisa di avere attutito la caduta con le mani e di non avere riportato conseguenze, smentendo le voci di un accesso al pronto soccorso. Alcuni presenti sarebbero intervenuti per allontanare il giovane. Ordine avrebbe lasciato la zona senza chiamare subito le forze dell’ordine, informate il mattino seguente. In seguito, racconta di aver ricevuto la telefonata del padre del ragazzo: «Con grande senso di responsabilità, da padre, mi chiede scusa per quanto accaduto». Scuse apprezzate, sottolinea, ma non arrivate dal diretto interessato.
LA SCELTA DI NON QUERELARE E L’APPELLO DI LISERRE ALLA CONCORDIA
Il sindaco annuncia di non voler presentare querela. «Ho scelto di non sporgere querela. Non perché ritenga quanto accaduto accettabile. Tutt’altro. Ma perché credo ancora nel valore della pacificazione», afferma. E ribadisce il senso pubblico attribuito alla vicenda: «La violenza non è mai una soluzione. La violenza è la resa della ragione». Sul clima effervescente interviene Francesco Liserre, ex consigliere di Nuova Era, che invita il paese a interrompere le contrapposizioni.
LE REAZIONI POLITICHE E LASCONTRO CON L’OPPOSIZIONE
Il suo appello prende le mosse dalla morte del dottor Mario Veltri, colto da un malore il 13 settembre durante la Marcia della Pace tra Diamante e Buonvicino. Il Comitato cittadino Festa San Ciriaco Abate ha sospeso le attività, scelta che Liserre considera un gesto capace di onorare la comunità. «Questo è il tempo del silenzio e della concordia», scrive l’ex consigliere. «Un uomo è caduto sulla via della Pace. Non possiamo, per rispetto alla sua memoria e alla sua testimonianza, proseguire sulla via della discordia». Da qui la richiesta di una tregua che non sia «di convenienza o di facciata, ma una tregua alta, istituzionale e cristiana».
L’auspicio è che la marcia interrotta diventi il cammino comune «verso una comunità riconciliata». Critica la presa di posizione del consigliere di minoranza Giuseppe Pascale. Rivolgendosi a Ordine, contesta che il richiamo alla responsabilità possa prescindere da precedenti comportamenti attribuiti al sindaco durante una seduta del Consiglio comunale. Pascale precisa: «Nessuno ha alzato le mani!» e sostiene che «le stesse regole che chiediamo agli altri devono valere anche per noi». Dice di non voler alimentare uno scontro personale, ma chiede coerenza e il riconoscimento degli errori. Resta l’invito a riportare la discussione politica e civile entro il limite del rispetto, prima che nuove parole alimentino altre tensioni.
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