Carcere di Marassi, detenuto sale sul tetto in segno di protesta

Genova. Un detenuto del carcere di Marassi, in segno di protesta, si è arrampicato sul tetto dei cortili passeggi della terza sezione.
È successo giovedì pomeriggio, e poco prima delle 18 gli agenti della polizia penitenziaria stavano ancora gestendo la situazione e la messa in sicurezza.
“Siamo profondamente amareggiati per quanto sta accadendo ancora una volta a Marassi – è il commento di Guido Pregnolato, segretario regionale USPP – Al momento non sono noti i motivi che hanno spinto il detenuto a mettere in atto questa forma di protesta, ma ciò che è certo è che ancora una volta i colleghi sono chiamati a gestire una situazione critica in un settore che da tempo chiediamo venga messo in sicurezza”.
Da tempo l’USPP ha evidenziato la necessità di intervenire sui cortili passeggi della terza sezione, proprio per impedire che possano essere utilizzati per iniziative di protesta come quella verificatasi oggi e, al tempo stesso, per ridurre il rischio che attraverso quell’area possano essere introdotte all’interno dell’istituto sostanze o oggetti illegali.
“Abbiamo chiesto interventi concreti – conclude Pregnolato – tra cui l’installazione di sistemi antiscavalcamento e di reti anti-getto. Non stiamo parlando di richieste nuove: sono problematiche che abbiamo rappresentato da tempo. Il riscontro ricevuto dalla Direzione, tuttavia, continua a essere caratterizzato da riferimenti a futuri progetti e interventi programmati. Ma nel frattempo gli eventi critici continuano a verificarsi e sono gli agenti a doverne gestire le conseguenze. Non possiamo continuare ad aspettare”.
L’USPP richiama inoltre l’attenzione sulle condizioni complessive dell’istituto genovese, che, secondo il sindacato, sta vivendo una situazione sempre più complessa sotto il profilo della gestione della sicurezza.
“Marassi è diventato ormai l’istituto penitenziario più problematico della Liguria e non possiamo pensare di affrontare una situazione di questa portata soltanto attraverso la capacità di sacrificio e professionalità degli agenti. Il personale sta facendo il proprio dovere, anche oggi, ma non può essere lasciato solo a gestire criticità che richiedono interventi strutturali”.




