Sardegna

41 bis in Sardegna: la Regione ricorre al TAR contro il Ministero

Un ricorso al TAR contro il Ministero della Giustizia è stato formalizzato per ottenere l’accesso agli atti relativi al trasferimento dei detenuti in regime di 41 bis nelle carceri sarde. La presidente Alessandra Todde ha ribadito la volontà di tutelare le prerogative dell’Isola di fronte a una decisione ritenuta priva di un adeguato confronto istituzionale. La richiesta di accesso ai documenti, inoltrata il 4 agosto scorso, non ha infatti ricevuto alcun riscontro da parte del governo centrale, fino a quando il 5 settembre i primi carcerati sottoposti al regime speciale previsto dalla legge 26 luglio 1975, n. 354 non sono giunti nella Casa circondariale di Uta. La governatrice ha sottolineato come la Presidenza della Regione sia venuta a conoscenza dell’operazione soltanto per via indiretta, quando alla ASL 8 è stata domandata la disponibilità di personale medico, rimarcando l’assenza di comunicazioni preventive, telefonate o contatti ufficiali. Nella ricostruzione della vicenda, la presidente evidenzia una profonda discriminazione ai danni della Sardegna, rilevando come il principio di insularità sancito dalla Costituzione venga nei fatti convertito in una penalizzazione per il territorio anziché in una forma di tutela per l’autonomia speciale. La decisione statale ricade su un sistema penitenziario già in sofferenza, dal momento che le strutture di Uta e Bancali registrano numeri oltre la capienza ordinaria e rilevanti carenze di organico. A questo quadro si somma l’aggravio sul Sistema sanitario regionale, sostenuto dai cittadini sardi, chiamato a garantire l’assistenza clinica complessa richiesta dai nuovi reclusi senza alcuna forma di compensazione finanziaria da parte dello Stato. L’azione legale promossa al Tribunale amministrativo rappresenta dunque il primo passaggio di un’iniziativa volta a difendere il tessuto socio-economico dell’Isola da scelte calate dall’alto, fermo restando l’impegno della Regione a proseguire la propria battaglia senza arretrare.


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