Scienza e tecnologia

Google prepara un nuovo hub multi-dispositivo per Android: ecco come funziona

Google sta costruendo da mesi le fondamenta di un ecosistema che dovrebbe far lavorare insieme telefoni, tablet e Googlebook come se fossero un unico sistema. Ora uno dei pezzi più importanti di questo puzzle sta cominciando ad apparire sui telefoni: si chiama Continue activity ed è un nuovo hub cross-device che Google sta distribuendo tramite Google Play Services su Android 17.

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Lo ha individuato Android Authority su un Pixel 9 con Android 17 stabile, quindi non si tratta di una funzione sperimentale nascosta nelle beta: è già in distribuzione, anche se probabilmente non è ancora arrivata su tutti i dispositivi, visto che questo tipo di funzioni lato server tende ad espandersi gradualmente.

Il nuovo hub si trova all’interno del menu Servizi cross-device, già esistente, accanto a funzioni come la condivisione della connessione internet. Aprendo la sezione “Continue activity” compaiono quattro controlli indipendenti: Tasks, Apps, Notifications e Files & media sharing. Ognuno può essere attivato o disattivato separatamente, e abilitare la funzione fa comparire una richiesta di permessi di Google per accedere allo schermo, alle notifiche e ai file multimediali.

Il controllo più interessante è Tasks, che sembra essere l’interfaccia utente di Continue On, la funzione introdotta con Android 17 che permette di trasferire un’attività da un dispositivo Android all’altro mantenendo il punto in cui ci si era fermati, un po’ come Handoff su Apple. Google l’aveva mostrata inizialmente tra telefoni e tablet, ma con i Googlebook in arrivo il senso di tutto questo diventa molto più chiaro.

Il tempismo non è casuale: l’evento ufficiale dei Googlebook per i partner era fissato per il 15 settembre, e vedere questo hub comparire su Android 17 stabile proprio ora suggerisce che Google sta attivando l’infrastruttura necessaria per far funzionare l’integrazione tra i suoi dispositivi in modo coordinato.

Quello che ancora non sappiamo è quanto sia ampio il rollout e quando la funzione sarà disponibile per tutti. Per ora, se avete un dispositivo con Android 17, vale la pena controllare nelle impostazioni di sistema alla voce Servizi cross-device.

La vera domanda è se questa integrazione funzionerà davvero bene nella pratica, o se resterà una di quelle funzioni che Google annuncia con entusiasmo e poi lascia a metà strada: la storia del brand non lascia spazio a un ottimismo incondizionato, ma l’infrastruttura che sta costruendo è almeno sulla carta più solida di quanto abbiamo visto in passato, per quanto l’entusiasmo (del mercato) nei confronti dei Googlebook sia ancora tutto da dimostrare.


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