una colonna di fumo nero visibile in tutto il quadrante
Un sipario di fumo acre ed un’ondata di calore improvvisa che risucchia l’aria tra i palazzi.
Nel cuore del pomeriggio del 17 settembre, il quartiere di Fidene è piombato nel panico per un rogo di vaste proporzioni divampato nel Parco delle Betulle, polmone verde incastonato nel territorio del Municipio III.
Un fronte di fuoco che ha preso rapidamente forza, spinto dalle sterpaglie secche, fino a sfiorare pericolosamente i complessi abitativi che affacciano sull’area verde.
La colonna nera, alta ed incattivita dalle raffiche di vento, si è resa visibile a chilometri di distanza, allarmando l’intero settore nord-est della Capitale.
La fiammata e la paura tra i residenti
L’allarme al centralino del 112 è scattato attorno alle 16:00, quando le prime fiamme hanno aggredito la macchia vegetale in fondo a via Tina Pica.
Nel giro di pochi minuti, la cenere ha invaso balconi e terrazzi, costringendo centinaia di famiglie a barricarsi in casa per soffocare la morsa dei fumi tossedici.

La progressione rapida: Il fuoco ha camminato velozmente sul terreno non bonificato, arrivando a distare una manciata di metri dai muri perimetrali delle palazzine residenziali.
L’effetto panico: Diversi abitanti si sono riversati in strada in attesa dei soccorsi, mentre la nube grigia oscurava il cielo sopra Fidene.
Corsa contro il tempo
L’intervento della macchina dei soccorsi è stato massiccio per evitare che l’incendio si trasformasse in tragedia urbana:
In campo contro il fuoco: Squadre multiple dei Vigili del Fuoco e mezzi dei volontari della Protezione Civile si sono a lungo battuti per spegnere la testa del rogo e raffreddare le aree di confine con i palazzi.
Viabilità e sicurezza: Gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale (III Gruppo Nomentano) hanno isolato l’area per consentire il transito veloce delle autobotti, deviando il traffico veicolare e presidiando i punti di maggiore criticità.
Un ennesimo episodio che riporta al centro del dibattito la gestione e la manutenzione dei parchi urbani romani, dove bastano poche ore di incuria a trasformare un’area ricreativa in una trappola d’incendio a due passi dalle finestre di casa.
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