Ex arbitro di scherma condannato per violenza sessuale su un’atleta minorenne a Riccione: due anni e 4 mesi
Emanuele Bucca, 47enne ex arbitro internazionale di scherma originario di Mazara del Vallo, è stato condannato in primo grado a due anni e quattro mesi per violenza sessuale nei confronti di un’atleta all’epoca dei fatti minorenne. Ad emettere la sentenza è stato il Tribunale di Rimini. Il pubblico ministero Luca Bertuzzi aveva avanzato una richiesta di 5 anni.
I fatti risalgono a maggio 2021. La ragazza si trovava in un albergo di Riccione, dove stava partecipando ai campionati italiani di scherma cadetti e giovani. Secondo la ricostruzione dell’accusa, mentre si trovavano da soli nella stanza d’hotel, Bucca avrebbe approfittato della condizione di vulnerabilità della minorenne, che non stava bene in quel momento: prima avrebbe tentato di baciarla, poi l’avrebbe invitata a stendersi sul letto e per toccarla nelle parti intime. A questo punto, la ragazza avrebbe però reagito, riuscendo ad allontanarsi.
La Federazione Italiana Scherma ha subito sospeso il direttore di gara, costituendosi parte civile nel processo. Oltre alla sanzione penale con rito abbreviato, la giustizia sportiva ha avviato le procedure per la sua radiazione dai quadri arbitrali. La difesa dell’imputato ha espresso l’intenzione di impugnare la sentenza per far valere le proprie ragioni in appello.
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