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Ezequiel Lavezzi e i problemi di salute mentale l’affetto degli ex compagni del Napoli: ne uscirà, è buono e generoso e si sta curando sta già meglio

“Mi sono curato per mio figlio. Non potevo continuare così”. Le parole di Lavezzi, in un’intervista rilasciata in Argentina, sono diventate virali e hanno emozionato Napoli, la città che non ha mai smesso di amarlo.

Il coro ‘Pocho, Pocho’ ha coinciso col ritorno degli azzurri ad alti livelli dopo l’inferno della C. Un argentino che ha infiammato il San Paolo, la miscela non poteva che diventare eterna. Il campione originario di Gobernador Galvez ha lasciato Fuorigrotta nel 2012, ma l’amore nei suoi confronti non è cambiato di una virgola.

La città e naturalmente i suoi ex compagni sono stati in ansia, quando dall’Argentina sono arrivate notizie preoccupanti sulle condizioni del 41enne ex attaccante che ha giocato pure nel Psg. “Oggi continuo con un trattamento – ha spiegato Lavezzi – ma ho superato periodi complessi”.

Parole che hanno suscitato emozioni e sui social molti tifosi azzurri hanno lasciato messaggi di incoraggimento e di grande affetto per il Pocho. Anche con numerosi post dedicati.

Il peggio dovrebbe essere passato e Napoli se lo gode quando il Pocho trascorre qualche giorno in città. E’ stato uno dei più applauditi lo scorso 26 maggio in occasione della partita di beneficenza delle Legends Napoli: Lavezzi è un membro attivo e cerca sempre di essere presente: “Siamo stati insieme – spiega l’ex compagno di squadra Gennaro Iezzo – proprio in occasione di quell’evento. E’ stato bello condividere qualche ora insieme. E’ stato bello rivederlo bene. Ho letto la sua intervista e sono contento che il peggio sia alle spalle. L’affetto che mi lega a lui è infinito. Al di là del suo grande talento calcistico, il Pocho è un ragazzo dal cuore d’oro e non è una frase fatta”.

Iezzo racconta un aneddoto di quando erano entrambi al Napoli: “Ci capitava di andare a trovare i bimbi ricoverati in ospedale per portare loro un sorriso. Di solito le associazioni mi contattavano me perché ero uno dei più esperti del gruppo. Lavezzi è sempre stato un generoso ed era sempre disponibile. Ha trovato il tempo per i bambini, questo fa capire lo spessore dell’uomo”.

Senza dimenticare ovviamente il grande talento calcistico. Le sue accelerazioni costanti hanno infiammato una generazione di tifosi del Napoli che si sono aggrappate al suo talento per tornare protagonisti nel grande calcio. Il Pocho arrivò, assieme a Marek Hamsik, nell’estate 2007 su intuizione dell’allora direttore generale Pierpaolo Marino e ci fu addirittura una contestazione nel giorno della presentazione di entrambi. I dubbi si trasformarono in applausi dopo poche partite.

Ad accoglierlo Edy Reja, l’allenatore con cui ha avuto un grande rapporto. Nello staff dell’allenatore goriziano c’era Fabio Viviani, ora tecnico del Vicenza femminile, che ha ricordato le prime settimane del campione argentino a Castel Volturno: “Inizialmente lo abbiamo sostituito – spiega Viviani – e gli risparmiavamo l’ultimo quarto d’ora. Eravamo convinti che dopo tantissime sgroppate sulla fascia fosse stanco. Mi pare che capitò per due partite di fila. La settimana successiva, alla ripresa degli allenamenti, sentimmo bussare alla porta dell’ufficio di Edy Reja. Era Ezequiel. Fummo ovviamente sorpresi, all’inizio era abbastanza taciturno anche per via della lingua e parlava pochissimo. Disse poche parole: ‘Mister, guarda che io ce la faccio. Poi precisò: ‘Non è un problema, io sto bene’. Si riferiva ovviamente alla possibilità di giocare per tutti novanta minuti. Edy allora venne da me e mi disse: ‘Fabio, lasciamolo dentro e proviamo’. Da allora non è mai più uscito. Sono felice che stia meglio. E’ sempre stato un buono. Durante gli allenamenti era sempre sorridente, come lo è adesso. E’ una persona gentile”.

E’ d’accordo pure Alessandro Picardi, presidente dell’Associazione Napoli Legends: “Sono stato con lui a maggio. Il Pocho è un amico. E’ una persona generosa e un ragazzo d’oro. E’ buono come Diego. Lo ho trovato in buona forma. Si è lasciato alle spalle il suo periodo difficile. Ha ritrovato tanti amici che gli vogliono bene con cui ride e scherza nella grande famiglia della Napoli Legends. Questa città è la sua seconda casa”.


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