“Negare un crimine ne favorisce la persistenza”, i registi di Naza premiati a Venezia 83
“Crediamo che negare un crimine sia ciò che ne favorisce la persistenza”. Così Yuval Abraham, regista insieme a Rachel Szor di Naza ha commentato dal palco della Mostra del cinema di Venezia la vittoria del Premio speciale della Giuria di Venezia 83. L’annuncio è stato accolto da una standing ovation del pubblico. Il riconoscimento arriva per un documentario che racconta la guerra in Palestina attraverso le testimonianze di soldati israeliani dai tetti di Tel Aviv. Abraham e Szor sono due dei quattro registi che avevano già lavorato a No Other Land, vincitore dell’Oscar.
“Grazie alla giuria, e siamo entrambi molto grati di essere qui. Onestamente, non è facile stare qui“, ha detto Abraham. Il regista ha quindi denunciato gli attacchi ricevuti dal film: “Penso a tutte le persone, ai politici israeliani, ai giornalisti, che stanno attaccando questo film, contestandolo senza nemmeno averlo visto. E si sta facendo di tutto per non guardare la realtà”. Secondo Abraham, invece, “la realtà è che da quando è iniziato questo festival, solo in questi dieci giorni, Israele ha ucciso almeno sei bambini palestinesi a Gaza. Una bambina di tre anni è stata colpita da una bomba in una scuola”.
Il regista ha quindi citato le testimonianze raccolte durante la realizzazione del documentario: “Gli ufficiali dell’intelligence israeliana con cui abbiamo parlato ci hanno detto che questo massacro è sistemico. Non è un incidente, ma un piano premeditato”. E ha aggiunto: “Azioni omicide e politiche basate sulla totale disumanizzazione dei palestinesi. E voglio essere molto chiaro: questa verità è stata documentata ed è nota fin dal primo giorno, grazie ai giornalisti palestinesi”. Dal palco di Venezia Abraham ha rivolto poi un appello al pubblico internazionale. “Crediamo che negare un crimine sia ciò che ne favorisce la persistenza. Ed è per questo che è davvero particolarmente importante per noi che gli israeliani guardino questo film”.
Un invito rivolto anche all’Europa e agli Stati Uniti: “È importante che lo guardino gli europei, e soprattutto qui in Italia, perché il vostro governo e quello tedesco stanno bloccando le pressioni su Israele che potrebbero porre fine a tutto questo”. E ancora: “Che lo guardino gli americani, perché il loro Paese finanzia gran parte di questi omicidi”. “È il nostro Paese che commette questi crimini”, ha concluso Abraham, tornando così al cuore della denuncia contenuta in Naza: raccontare la realtà della guerra e sottrarla, secondo i suoi autori, alla negazione e all’indifferenza.
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